Vinci, rapito e picchiato per un debito. Arrivano tre pesanti condanne
Un cinese fu sequestrato nel 2021 a Sovigliana da quattro connazionali
VINCI. Ci sarebbe un debito non pagato all’origine di un sequestro di persona avvenuto il 18 gennaio 2021 a Sovigliana e conclusosi con il pagamento di un riscatto di 40.000 euro. Ora per quel rapimento tre cinesi sono stati condannati a 17 anni e 4 mesi di reclusione. Il processo col rito abbreviato si è concluso ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare Ginaluca Mancuso.
L’episodio che ha dato origine al procedimento, come detto, risale a due anni e mezzo fa e ha avuto per involontario protagonista il cinese Lin Shihua. Alcuni suoi connazionali dicevano di avere un corposo credito nei suoi confronti e deciso di passare alle vie di fatto. Lin Shihua fu prelevato davanti a un locale, costretto a salire su un’auto e portato a Prato.
Nel frattempo i suoi rapitori, He Gengcong, Wang Jie e Lei Rongjiu, contattavano la moglie di Lin in Cina e chiedevano il pagamento di un milione e mezzo di yuan renminbi (circa 200.000 euro) per la liberazione dell’ostaggio. Lin Shihua subito dopo il rapimento fu affidato a due giovanissimi cinesi, non ancora maggiorenni, ai quali i più grandi diedero anche un taser, uno storditore elettrico, per tenerlo sotto controllo. Dopo qualche giorno di trattative tra l’Italia e la Cina, fu pagato un riscatto di 40.000 euro e l’ostaggio fu liberato. Durante la prigionia, però, non fu trattato coi guanti di velluto. I quattro rapitori poi individuati dalle forze dell’ordine lo picchiarono procurandogli la rottura del setto nasale. Non erano solo quattro in realtà, secondo la Procura. Alcuni partecipanti al sequestro sono rimasti ignoti.
Il quarto imputato, Yang Xinquan, ha scelto di farsi processare col rito ordinario.
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