Il Tirreno

Empoli

La commemorazioni

«O bella ciao», l’ultimo saluto a Marco Cappelli con il rombo delle moto

di Sara Venchiarutti
«O bella ciao», l’ultimo saluto a Marco Cappelli con il rombo delle moto

L’uomo è stato stroncato da un malore a soli 48 anni

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Quando dalla chiesa di Ponte a Elsa è uscita la bara centinaia di voci hanno cominciato a cantare. «Una mattina mi son svegliato, o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao». È la canzone della Resistenza per salutare un’ultima volta Marco Cappelli, stroncato da un malore a soli 48 anni sabato scorso.

D’altronde lui era un partigiano nell’animo, lo sarebbe stato anche di fatto se la storia glielo avesse consentito. Ma è da partigiano che l’Anpi empolese ha voluto salutarlo insieme alle tantissime persone che ieri pomeriggio, nonostante il caldo quasi proibitivo, sono andate alla chiesa di Ponte a Elsa per il funerale di Marco.

Bastava arrivare per vedere che le auto non trovavano più spazi liberi e alla fine sono state parcheggiate sul prato. La chiesa «non è piena, di più», dicono le persone che alla fine sono rimaste fuori, sul piazzale, anche quello pieno di gente.

C’erano anche le moto, Marco era un appassionato, appena poteva saltava in sella. E così, dopo il canto di “Bella ciao”, tutti i motociclisti hanno fatto rombare le loro motociclette. Forte, quasi a voler farsi sentire fino in cielo. Poi l’applauso, spontaneo, durato tantissimo. Nessuno avrebbe potuto esprimere a parole la commozione nel salutare un amico, un compagno, un collega che con il suo impegno e le sue tante passioni ha saputo entrare nel cuore di un’intera comunità.

Ieri c’erano anche le bandiere, a quelle Marco c’era abituato, lui alle manifestazioni ci andava sin da ragazzo: l’Anpi, per cui Marco era una colonna portante, la Cgil, il partito Comunista italiano, a cui Marco aveva aderito, i colleghi della Sammontana, che con sé hanno portato uno striscione per dare l’ultimo saluto al loro collega e amico.

Poi tutti gli amici e i collaboratori nell’ambito della musica, altra sua passione insieme alla fotografia. Marco era tutto questo: attivista, militante, fotografo, organizzatore di eventi, speaker radiofonico. «Era una persona che faceva da collante», dice un suo caro amico e collaboratore. E i suoi colleghi artisti già annunciano: «Ricorderemo Marco con degli eventi a suo nome che studieremo insieme alla sua famiglia. Saranno eventi musicali, ma vorremo allestire anche delle mostre con delle sue fotografie, aveva da poco esposto anche a Firenze». Marco, promettono, non sarà mai dimenticato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa