Sicurezza
Empoli, addio a Marco Cappelli. La sindaca Barnini: «La tua città non ti dimenticherà»
Stroncato da un malore: faceva parte dell’Anpi empolese. Fissati i funerali
EMPOLI. Era conosciuto da tutti come “L’Omino coi baffi”. Ma «altro che omino...eri un grande uomo», si legge in un post su Facebook. Ne sono arrivati tantissimi dopo che sabato, in tarda serata, si è sparsa la notizia: Marco Cappelli, empolese doc, si è spento a soli 48 anni per un malore improvviso. E come per tutti gli uomini che si sono spesi per gli altri, a piangerlo è un’intera comunità.
I colleghi della Sammontana, dove lavorava allo stabilimento di Vinci seguendo le orme del babbo, responsabile degli elettricisti, mentre lui era impiegato in pasticceria.
Poi i tanti compagni e militanti che hanno condiviso con lui le sue passioni: la fotografia, prima di tutto, un obiettivo attraverso il quale guardare il mondo con gli occhi di «un uomo buono, generoso di cuore, sincero». Così lo ricordano tutti, a decine e decine, sui social. «In quale dimensione sei andato a ragionar di fotografia?», gli chiedono gli amici. La macchina fotografica era sempre al collo, pronta a fare qualche scatto. Ma anche la musica, i concerti, il rock. Appena venerdì scorso era al concerto di un gruppo che amava, i Sick Tamburo. E la militanza, l’impegno nella comunità.
Attivissimo nel circolo Arci di Brusciana e nella sezione empolese dell’Anpi, dove entrò nel 2006, appena i partigiani aprirono la possibilità di iscriversi anche a chi non aveva fatto direttamente la Liberazione. Marco era troppo giovane, ma era comunque «un partigiano». Lo ricorda così il presidente dell’Anpi, Roberto Franchini. Per questo «per l’Anpi – dice il presidente – avrà gli stessi onori che hanno avuto i partigiani: oggi siamo noi gli eredi. Stamani (ieri mattina, ndr) la nostra bandiera era accanto a lui, e come con tutti i partigiani il mio fazzoletto l’ho regalato a Marco. Saranno funerali ufficiali, di un partigiano». Per i suoi compagni Marco era una persona sincera, senza peli sulla lingua. Uno “vero”, che ha lasciato un segno indelebile in tantissime persone. Lui e «il colore rosso, la risata fragorosa, la fermezza di valori, l’ironia in ogni cosa e la generosità di cuore. Sono tantissimi i ricordi che ho di Marco, fin da quando eravamo piccoli e in ognuno di questi c’è l’immagine di chi la vita la voleva prendere tutta di petto nonostante tutto. Non ti dimenticherà la tua città», scrive su Facebook la sindaca Brenda Barnini.
Tanti ricordano le battaglie, l’impegno portato avanti con Marco. Una militanza cominciata da giovanissimo, sin dai tempi della scuola. «Marco – racconta Lorenzo Catellacci, dipendente della Sammontana – lo conobbi quando alle prime manifestazioni sulla riforma della scuola degli anni Novanta rappresentava gli studenti. L’ho conosciuto da attivista».
Poi la politica, in Rifondazione comunista prima e in seguito nei Comunisti italiani, per i quali è stato anche consigliere comunale a Empoli all’inizio del Duemila. «Era una persona solare, espansiva, di valori. Anzi, era pieno di valori che oggi si sono persi, mentre noi li portavamo avanti con orgoglio. L’avevo visto – continua Lorenzo – il 4 giugno scorso alla manifestazione della Cgil a Bologna, e lo voglio ricordare così, in una manifestazione con le bandiere in mano.
Tra i primi a iniziare il percorso con l’Anpi insieme a Marco anche Daniele Bertelli, consigliere comunale a Montelupo: «Di te mi resterà il ricordo delle tante serate passate insieme. A rincorrere quell’idea, attraverso le nostre iniziative, i nostri concerti resistenti. Voglio ricordarti così, con quel pugno chiuso alzato verso il cielo, dove ora da lassù ci stai fotografando». E il cordoglio si allarga ai tanti comuni dell’Empolese. Raggiunge anche il senatore Dario Parrini: «Non trovo le parole, provo un grande dolore. Non dimenticherò mai – scrive su Facebook - la sua passione civile, pura e forte, né la sua bella e pulita umanità, che imparai a conoscere negli anni in cui ero sindaco».
Ma Marco era una persona poliedrica: andava in moto, nei suoi giri si fermava spesso a San Baronto, vicino a Lamporecchio, al bar L’Indicatore. Aveva fatto anche lo speaker per una trasmissione radiofonica, un programma, “Metaldetector”, e aveva molti progetti artistici «Dovevamo farne ancora tanti. Troveremo il giusto modo di ricordarti e intanto lo faccio così, col primo ritratto (nella foto in basso) degli “amici d'arte” che era il tuo, l’unico e inimitabile omino coi baffi», scrive Alessio Santacroce, caro amico e collaboratore.
Tanti ricordi, che si uniscono a quelli della mamma Francesca e della famiglia. Per chi vorrà dargli un ultimo saluto, il funerale sarà oggi (lunedì 10) alla chiesa di Ponte a Elsa alle 16.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
