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L’iniziativa

VocaBo, la lingua del Boccaccio diventa un vocabolario digitale

di Sabrina Carollo
VocaBo, la lingua del Boccaccio diventa un vocabolario digitale

Certaldo, il Decamerone con le sue parole colorite ha contribuito allo sviluppo del volgare. Oggi non è facile da comprendere ma così diventeremo dei gran bacalare (sapientoni)

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CERTALDO. “Andare tapinando”, “faviluzza di gentilezza”, “bacalare”, “un arringo”, “rizzare a mazzata”, “non montare un frullo”. Il linguaggio di Giovanni Boccaccio, che con il suo Decamerone ha contribuito allo sviluppo del volgare come lingua letteraria, è colorito, colloquiale, spesso non semplice da comprendere.

Per questo l’Ente nazionale Giovanni Boccaccio ha dato il via a “VocaBO”, un progetto di informatizzazione della lingua dello scrittore di Certaldo che indicizzerà gli oltre 6. 500 lemmi presenti nella raccolta di novelle – una mole straordinaria di parole, superiore perfino a quella della Divina Commedia che si ferma a circa 5.000. Un vocabolario online consultabile da tutti che sarà completato entro il 2025, in occasione delle celebrazioni per i 650 anni dalla morte dell’autore: «Stiamo impostando la piattaforma informatica che ci consentirà di realizzare questo strumento innovativo, all’avanguardia, in cui tutte le parole del Decameron saranno identificate e studiate», ha spiegato Giovanna Frosini, presidente dell’Ente. «Di ciascuna verrà data l’origine, l’etimologia, tutto l’ambito dei significati, si istituiranno i collegamenti con le altre opere volgari di Boccaccio e in prospettiva potrà essere aperto anche un confronto con il latino, visto che Boccaccio è un autore bilingue». Questo strumento consentirà poi di sviluppare anche un più approfondito e puntuale paragone con la più ampia tradizione linguistica, specialmente quella del Trecento, da Dante a Petrarca ma non solo, per misurare l’originalità dell’espressione di Boccaccio. «Siamo di fronte a un padre della lingua italiana» ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani, «grazie all’iniziativa meritoria dell’Ente nazionale Giovanni Boccaccio con la creazione del Vocabolario digitale, per la prima volta avremo la lingua del Decameron digitalizzata e valorizzata. Si tratta di un progetto tale che vedrà un riconoscimento anche in Senato». Il progetto è stato definito come strategico per l’Ente nazionale e sarà poi accompagnato da altre indagini dal tenore simile: sono in ponte infatti lo sviluppo di una enciclopedia digitale del Decameron coordinata dal vicepresidente dell’Ente, Maurizio Fiorilla, e un progetto analogo di digitalizzazione sulle illustrazioni dei codici del Boccaccio, di cui è referente Sonia Chiodo, che sarà poi reso disponibile online. La prossima settimana, VocaBO verrà presentato dal senatore Dario Parrini anche alla sala stampa di Palazzo Madama: «Poter condividere e mettere a disposizione di tutti questa conoscenza, attraverso strumenti innovativi e digitali, contribuisce alla crescita, allo sviluppo culturale e alla diffusione della lingua italiana nel mondo. VocaBO non promuove soltanto la letteratura italiana ma il nostro inestimabile patrimonio», ha dichiarato.

Il progetto, realizzato in collaborazione con l’università per stranieri di Siena, con l’Istituto di linguistica Computazionale del CNR – ILC “Antonio Zampolli” di Pisa, capofila nelle digital humanities, e con l’Accademia della Crusca, una volta concluso consentirà a tutti, dallo studioso al ricercatore, all’insegnante, di accedere e consultare l’archivio, rendendo così viva e vitale la lingua di Boccaccio anche nelle scuole.

Per il completamento del lavoro il presidente della Regione ha assicurato che metterà a disposizione dell’Ente tutte le risorse necessarie.


 

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