Gioco
Certaldo, spazi culturali e ricreativi per riqualificare l’ex Aeronautica
Gli hangar saranno trasformati in laboratori di danza, musica e arte
CERTALDO. Va avanti il percorso per arrivare alla riqualificazione degli hangar dell’ex Aeronautica nel viale Matteotti a Certaldo. L’amministrazione comunale sta lavorando su 2 fronti: il primo quello di una ricerca e verifica su una potenziale contaminazione del sottosuolo, il secondo invece riguarda il progetto vero e proprio che permetterà di far tornare a nuova vita una area centrale del paese ma da tempo abbandonata.
Il Comune di Certaldo ha previsto la creazione di spazi culturali e ricreativi, con locali interni che verranno suddivisi in 2 laboratori musicali, un laboratorio di arte, 3 laboratori di danza e 2 spazi aperti. Sono questi i primi numeri e prospetti che emergono all’interno di una relazione tecnica che il comune di Certaldo, grazie alla collaborazione con le società Idrogeo e Ambiente, ha messo nero su bianco per disegnare il futuro dell’ex Aeronautica. Una relazione che riguarda aspetti ambientali ma che permette, fra le righe, di scoprire qualche dettaglio in più sulla riqualificazione di questi locali a ridosso della linea ferroviaria Firenze – Siena. Sono stati 4 i sondaggi a carotaggio continuo effettuati, dai 5 ai 10 metri di profondità per il prelievo di campioni di suolo, sottosuolo e acque sotterranee. Successivamente sono state realizzate 3 trincee esplorative fino a una profondità di 2,8 metri per il campionamento della matrice del suolo e sottosuolo. Relazione che presenta studi ed incarichi che risalgono anche al vicino passato, in collaborazione con la stessa Arpat.
I dati presentati non hanno fatto emergere particolari criticità in merito a contaminazioni ambientali. Si registra qualche dato da approfondire maggiormente in merito alla presenza di idrocarburi, ma che sostanzialmente non rallenta il percorso completo per arrivare alla riqualificazione dell’ex Aeronautica. Si tratta di una superficie complessiva di 5524 metri quadrati di cui allo stato attuale circa 4864 metri quadrati coperti da fabbricati e aree pavimentate, 660 metri quadrati di superficie destinate ad area verde. Sul piatto ci sono quasi 2 milioni di euro che arrivano direttamente dal Pnrr e che permetteranno di dare nuovo ed ulteriore impulso in una zona centrale del paese.
Una rinascita che prevede anche la demolizione e la ricostruzione dell’immobile che fino a pochi giorni ha ospitato molte associazioni. L’area era adibita a sito industriale. È stata sede fino al 1919 della Carbonifera, società anonima delle Miniere Lignitifere di Firenze. In seguito fu acquistata dall’ingegner Antonio Marzi, che continuò l’attività di distillazione e raffinazione del carbone vegetale per produrre carbone e palline da bruciare. Con l’emergere di nuove fonti di energia l’attività andò a spegnersi nel secondo dopoguerra e cessò definitivamente nel 1948. Nell’ultimo periodo lo stabilimento cercò di riconvertirsi a nuovi prodotti ma sensa successo. Alla cessazione delle attività, l’area fu acquistata dall’Aeronautica, che utilizzò gli immobili come deposito e come piccola caserma.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
