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Empoli, il condominio solidale ora è realtà

di Pasquale Petrella
Il momento del taglio del nastro da parte della sindaca di Empoli Brenda Barnini
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Il momento del taglio del nastro da parte della sindaca di Empoli Brenda Barnini

Quattordici appartamenti, dieci dei quali in cohousing. C’è anche la sperimentazione della smart home per disabili

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EMPOLI. Ella 4 anni e suo fratello Jeffrey 8, con madre camerunense e padre ghanese, reggono dalle parti il nastro tricolore. La sindaca Brenda Barnini taglia e inaugura un esperimento di cohousing unico in Toscana e fra i primi in tutta Italia: il condominio solidale e una smart home. Quattordici appartamenti realizzati all’interno di un vecchio immobile interamente ristrutturato e riqualificato proprio pensando a questo tipo di progetto in piazza 24 Luglio, per un costo di circa tre milioni di euro. Un progetto la cui prima idea è stata abbozzata nel 2015 all’epoca dell’insediamento della prima giunta Barnini e che ieri ha visto l’inaugurazione.

Un cammino pieno di ostacoli e di intoppi, di burocrazia da modellare e fondi da far arrivare dall’Europa e dalla Regione. Ed ecco perché ieri mattina la soddisfazione era palpabile in tutti coloro che per un verso o per un altro hanno dedicato un po’ o tantissimo del proprio tempo affinché questo progetto vedesse la luce. Una nuova idea, una nuova forma di progettazione fra enti pubblici e Terzo settore che va oltre l’edilizia pubblica e il social housing. Che ha avuto tante difficoltà proprio perché non aveva un modello a cui fare riferimento e ieri, con orgoglio, a Empoli ha messo la sua prima bandierina. Non c’è il classico condominio ma c’è una comunità che ha i propri spazi privati ma anche quelli in comune da dividere e gestire con tutti gli altri: padri separati, anziani parzialmente autosufficienti e coppie o famiglie che nel mercato immobiliare privato si troverebbero in grande difficoltà. E poi c’è Agnese, 34 anni di Genova, che su una sedia a rotelle, sperimenta per la prima volta una vita indipendente lontano dai genitori grazie a uno degli appartamenti che con la collaborazione dell’associazione Vorrei prendere il treno Ets, è stato fornito di un sistema di domotica avanzata per poter essere funzionale ad un soggetto con disabilità. Agnese ci resterà per alcuni mesi poi deciderà se tornare dalla famiglia o se se la sentirà, dopo questa esperienza, di andare a vivere da sola e lascerà quell’appartamento a un altro iscritto nella graduatoria preparata dall’associazione costituita dal consigliere regionale Jacopo Melio e ora presieduta da Carlo Tempesti.

All'inaugurazione oltre alla sindaca di Empoli, Brenda Barnini, erano presenti l'assessora regionale alle Politiche sociali e abitative, Serena Spinelli, il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, in qualità di vicepresidente della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, Gabriele Danesi, coordinatore del raggruppamento Freedom Condividere l'abitare, Carlo Tempesti, presidente di Vorrei prendere il treno Ets, Roberta Scardigli, dirigente del settore Lavori pubblici del comune di Empoli, Sandra Bertini, dirigente settore Servizi alla persona del comune di Empoli, Elisa Guerrieri, responsabile Unità Funzionale zona Empolese Valdarno Valdelsa Dipartimento Servizi Sociali, che ha portato i saluti dell'azienda sanitaria. Con loro, oltre a rappresentanti della giunta e del Consiglio comunale, al senatore Dario Parrini e al consigliere regionale Enrico Sostegni, anche i residenti del Condominio solidale e della Smart Home e le realtà che compongono il raggruppamento Freedom.

«La costruzione di tutto il percorso che ha portato alla realizzazione del cohousing Freedom – ha dichiarato Gabriele Danesi, coordinatore dell'Ati ‘Freedom condividere l’abitare’ e referente dell'associazione Auser Abitare Solidale, assieme a Marco Peruzzi, Cristina Dragonetti, Monica Matteoli, Cristian Pardossi, e Nicola Tani rappresentanti rispettivamente di Casa e Cooperativa sociale per l'abitare, Cooperativa sociale Sintesi Minerva, Cooperativa sociale La Pietra d'Angolo, Sociolab impresa sociale e Auser Filo d'Argento Empoli, partner dell'Ati – è il frutto di un processo ancora in corso e caratterizzato da più livelli di innovazione, partendo dalla coprogettazione iniziale tra il comune di Empoli e le varie Ets che compongono l'attuale gestore dei 10 alloggi destinati al cohousing, sino alle modalità di scelta dei residenti. L'avviso, che abbiamo elaborato ex novo, conteneva infatti dei criteri di valutazione che dessero pari rilevanza alle condizioni economico reddituali dei candidati, e al loro profilo personale, alla capacità di vivere e costruire al meglio un contesto di relazioni positive e comunque sfidanti. Le 45 domande pervenute sono state valutate da un'apposita commissione composta. C’è stato anche un colloquio personale e tre incontri collettivi che potremmo definire la fase zero della costruzione di comunità, momento essenziale per individuare i definitivi 10 nuclei assegnatari. A oggi vivono a Freedom 22 persone. L’età media degli abitanti di Freedom è di 29 anni. Infatti il 62% dei futuri abitanti ha meno di 35 anni e questa percentuale include 6 bambini sotto i 12 anni, anzi 7, perché nei giorni scorsi Freedom ha avuto il suo primo fiocco rosa.Un buon auspicio per il lavoro che ci aspetta nelle prossime settimane, tutto concentrato sulla seconda fase di costruzione della Comunità dei residenti che coinvolgerà anche l'ospite dell'altro bel progetto abitativo promosso dall'associazione Vorrei Prendere il Treno».

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