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Castelfiorentino, centro di permanenza per stranieri: il no del sindaco e il sì della Lega

di Giacomo Bertelli
Castelfiorentino, centro di permanenza per stranieri: il no del sindaco e il sì della Lega

Animata discussione in Consiglio comunale a Castelfiorentino

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CASTELFIORENTINO. Animata discussione in consiglio comunale a Castelfiorentino in merito all’ordine del giorno avanzato dalla Lega – Salvini per valutare la possibilità di dar vita all’interno della Toscana di un cpr, un centro di permanenza per i rimpatri legati a stranieri irregolari. L’ordine del giorno ha visto un botta e risposta fra consiglieri del Pd, la stessa opposizione e il sindaco che è culminata con l’eventualità di costruirne uno a Castelfiorentino.

Il sindaco, Alessio Falorni, si è opposto, parlando della necessità di una riorganizzazione complessiva e di certezza della pena verso chi è irregolare e delinque, mentre la consigliera del Carroccio, Susi Giglioli, ha espresso il suo parere favorevole qualora i requisiti di un cpr rispettassero il territorio di Castelfiorentino. La discussione si è generata, facendo un passo indietro, da un ordine del giorno dove il comune di Castelfiorentino impegnava la Regione Toscana a dar vita a un cpr. La prima ad intervenire sul tema è stata la consigliera del PD, Laura Rapi: «Dobbiamo discutere delle modalità da affrontare per il tema delle espulsioni irregolari oppure vogliamo aumentare il numero dei centri di permanenza per i rimpatri. Io mi pongo questo interrogativo perché tali centri non hanno finalità di rieducazione e non stiamo parlando di diritti».

Sul tema si è accodato il consigliere di maggioranza, Federico Fioravanti: «Le motivazioni espresse dalla consigliera Rapi aprono ed impongono ulteriori riflessioni, io mi chiedo se questi centri possano rappresentare veramente qualcosa di utile».

Il sindaco Alessio Falorni non ha nascosto i suoi dubbi: «Abbiamo avuto anche in questo territorio esperienze problematiche e delicate. Le considerazioni avanzate dalla consigliera Rapi sono fondate. Gli obiettivi posti dai cpr hanno fallito, perché le procedure per l’espulsione sono fallimentari. La questione va affrontata con grande serietà, senza criminalizzare l’immigrazione. A Castelfiorentino ci sono stati episodi di persone con provvedimenti alle spalle che abbiamo trovato nuovamente a delinquere. Se questo paese vuole dotarsi di strumenti reali, deve procedere a una complessiva riorganizzazione. Occorre utilizzare le risorse necessarie per dare incisività d'intervento alle forze dell'ordine. Sarà lo Stato in contatto con gli enti locali a proporre e valutare i territori idonei per tali centri». Fabrizio Macchi dei 5 Stelle ha aggiunto: «Chi deve stare se delinque va in galera, è un tema sul quale occorre riflettere».

Ha concluso il dibattito la consigliera della Lega Susi Giglioli che aveva proposto tale ordine del giorno di cui si dibatte a livello nazionale: «Se il nostro territorio dovesse rispettare i requisiti che usciranno in queste settimane la mia sarebbe una posizione favorevole alla nascita di un centro di permanenza per i rimpatri nel territorio di Castelfiorentino».


 

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