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Ferraris di Empoli, personale Ata in rivolta: «Carenze e discriminazioni»

di Valentina Tisi
Ferraris di Empoli, personale Ata in rivolta: «Carenze e discriminazioni»

Dopo la fuga dei docenti si allarga la platea degli scontenti nell’istituto scolastico Tra le criticità disposizioni sui corsi di aggiornamento e divisione dei compiti

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EMPOLI. Non si placa la coda di polemiche e prese di posizione che da un mese accompagna la vita dell’istituto Ferraris-Brunelleschi. Era il 1° aprile quando gli studenti decisero di scendere in piazza e manifestare, segnalando tutta una serie di problemi, da quelle che riguardavano l’edificio scolastico fino alla questione dell’impossibilità di svolgere assemblee. Da lì un susseguirsi di botta e risposta che hanno coinvolto anche la sindaca e la dirigente scolastica. Ultima in ordine di tempo, si è aggiunta anche la voce di alcuni docenti dell’istituto che hanno raccontato al nostro giornale come siano stati circa 150 i professori ad aver chiesto il trasferimento in due anni. Una voce a cui adesso va ad unirsi anche quella di alcuni componenti del personale ata. «Meritocrazia e competenze personali contano meno dell’esistenza di rapporti interpersonali – dicono per spiegare il clima che si respira a scuola – I diritti “dipendono” dalla durata del contratto, amicizia e asservimento all’autorità assicurano una via preferenziale su concessioni orarie, permessi e maggiore flessibilità in termini di assegnazione di mansioni e rendicontazioni».

Ci sono poi testimonianze dirette: «Faccio parte del personale ata di questo istituto – racconta una di loro – e nel corso degli anni ho avuto modo di confrontarmi con diverse realtà e mettere a punto una mia idea personale di “buona scuola”, che in modo lungimirante e forse utopico, mira a una crescita generale per alunni e dipendenti senza classificazioni né discriminazioni: un po’ il contrario di ciò che accade da qualche anno al Ferraris-Brunelleschi». La protesta del 1° aprile insomma ha acceso i riflettori su una serie di problemi: «A seguito della tanto discussa manifestazione di protesta studentesca – raccontano – alla quale fa eco un disagio generale espresso anche da genitori e docenti, è stato scoperchiato in modo drastico il vaso di Pandora che, un po’ come la polvere sotto il tappeto, ha fatto il cumulo anche per il personale ata. Nel corso dei mesi scorsi si sono registrati diversi episodi che fanno “storcere il naso” a non pochi dipendenti». Lunga la lista di criticità segnalate dal personale «carenze gestionali degli uffici e dei laboratori, mancate disposizioni su corsi di aggiornamento» e poi ancora problemi legati alla «suddivisione dei compiti gestionali e di pulizia dell’istituto, estrema riduzione del mansionario ed esclusione dai fondi d’istituto (fis) nei confronti di chi, a detta della dirigenza, risulti poco abile nello svolgere i compiti», ma anche «discriminazioni» e «introduzione, solo per alcuni dipendenti, di blocchi orari, di contro, piena libertà, per altri dipendenti, di accumulare ore senza talvolta reale necessità d’ufficio». Un clima a cui si aggiungono le carenze strutturali: laboratori e aule piene di infiltrazioni e riscaldamenti che durante l’inverno hanno funzionato male. «Tutto questo – dicono – si riflette sugli alunni».
 

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