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La riqualificazione

Si profila un futuro per la Shelbox: «Si è fatta avanti una cordata»

di Giacomo Bertelli
Si profila un futuro per la Shelbox: «Si è fatta avanti una cordata»

Castelfiorentino, il sindaco annuncia anni di grandi investimenti

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CASTELFIORENTINO. Si preannunciano anni di grandi investimenti privati nel territorio di Castelfiorentino e la ciliegina sulla torta potrebbe essere la rinascita e la riqualificazione dei capannoni della Shelbox, la storica azienda di case mobili chiusa da anni, a seguito di un fallimento.

A breve vi sarà l’asta che il curatore si prepara a lanciare e una cordata di imprenditori sarebbe pronta a partecipare per rilevare l’area e successivamente dar vita a 300 posti di lavoro. L’annuncio è del sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, in occasione dell’incontro cittadino al “Ridotto” del teatro del Popolo, dove ha incontrato i cittadini per ripercorrere quanto è stato fatto ad oggi e quello che potrebbe accadere in futuro, senza dimenticare la conclusione del suo secondo mandato nel maggio 2024.

All’epoca della chiusura, nel 2013, la Shelbox aveva in dote 147 lavoratori e l’operazione industriale che si prefigura potrebbe persino comportare un raddoppio della forza lavoro sul territorio. «Non posso ovviamente fare il nome di questa cordata di imprese per rispetto di quanto sta accadendo», sottolinea il sindaco Falorni. Un anticipo di quello che sarebbe potuto accadere il sindaco lo mostrò il 27 gennaio scorso quando all’epoca fece un sopralluogo alla Shelbox con due imprenditori di realtà completamente diverse interessate a rilevare i capannoni. Ma gli investimenti privati e le manifestazioni d’interesse non riguardano solo la Shelbox ma una serie di comparti che si differenziano sul territorio castellano. Altro immobile abbandonato ma sempre al centro dell’interesse istituzionale ed imprenditoriale è quello dell’ex zuccherificio nella frazione di Granaiolo: «Siamo di fronte a un immobile dove ci sono ben 39 proprietari privati e far combaciare tutti gli interessi non è certamente una operazione facile – spiega il primo cittadino – . Dopo aver parlato con Confindustria e i sindacati, ci potrebbe essere l’ipotesi di dar vita a un deposito a livello di area Empolese Valdelsa ma dobbiamo essere consapevoli che è un progetto da decine di milioni di euro». Il settore della logistica sembra aver attirato interesse. Si parla di 15 mila metri quadrati che potrebbero rinascere, dando vita a 60 posti di lavoro nel territorio. Forte attenzione anche per quanto riguarda la nuova Rsa che sta nascendo e che sarà la più grande dell’Empolese Valdelsa: «Attorno a questa zona si sono già manifestati interessi per servizi sanitari e para sanitari che potrebbero dare al territorio qualche decina di posti di lavoro», sottolinea Falorni. Per quanto riguarda investimenti già in corso è stata ricordata la villa di Meleto, dove il progetto prevede una spesa pari a 30 milioni di euro con 180 posti letto: «Speriamo possa andare velocemente in porto questo cantiere. Inutile nascondersi, qualche difficoltà c’è stata, perché spesso le proprietà straniere si trovano di fronte alla burocrazia italiana e vorrebbero proseguire più spediti». La nuova Rsa che sta nascendo con 160 posti letto darà invece vita a 150 posti di lavoro: una spesa da 11, 5 milioni di euro da parte dell’ottavo gruppo edile italiano. Spazio poi alla rinascita della ex casa del popolo che diventerà Museo Brunelleschi: «È un investimento di un imprenditore non originario di Castelfiorentino ma che ha trovato in questo spazio possibilità per dar vita a coworking, ristorazione e un museo», conclude il sindaco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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