La protesta
«Piove cemento», anche all’Enriques scatta lo sciopero degli studenti
Castelfiorentino: a gennaio incontro coi tecnici di Metrocittà
CASTELFIORENTINO. Giorni caldi per gli istituti superiori del circondario nell’imminenza del Natale e dello stop alle lezioni. Dopo la protesta di lunedì all’istituto Ferraris Brunelleschi di Empoli, ieri è toccato agli studenti dell’Enriques di Castelfiorentino, circa 200 non sono entrati in classe e hanno dato vita a un presidio di fronte ai cancelli della scuola, con cori, striscioni e un messaggio chiaro rivolto alla Città Metropolitana di Firenze, secondo i giovani carente per quanto riguarda le manutenzioni e la messa in sicurezza della struttura.
La forte presa di posizione è arrivata dopo la caduta dei calcinacci da una parete nel cortile esterno dell’istituto, fatto avvenuto nella mattinata di venerdì scorso e che ha portato la dirigente scolastica Barbara Degl’Innocenti, oltre a transennare l’area a rischio, anche a chiudere un ingresso alla struttura per motivi di sicurezza.
Quell’episodio è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha portato gli studenti a manifestare, un sit-in che era a conoscenza delle forze dell’ordine e della stessa preside dell’Enriques, dove oggi le lezioni riprenderanno regolarmente prima delle vacanze natalizie.
I ragazzi protestano come detto soprattutto contro le istituzioni e la Città Metropolitana, proprietaria dell’edificio e con in carico la sua manutenzione. I rappresentanti di istituto tengono infatti a precisare che le invettive non sono rivolte verso la scuola, e sottolineano come «la dirigente è anzi al nostro fianco e disponibile».
«La situazione della sicurezza nella scuola è precaria - dice il rappresentante di istituto Erlind Beja - la nostra non vuole essere una protesta contro la nostra scuola bensì verso Metrocittà che molto spesso inizia i lavori che poi puntualmente ritardano e vanno per le lunghe, non sappiamo mai quando si concludono. Vorremmo avere più certezze da parte delle istituzioni». «Voglio ribadire - prosegue - che non abbiamo niente da dire contro la nostra preside. Io sono al quinto anno e ho visto diverse problematiche prolungarsi nel tempo. Così ci siamo radunati di fronte l'ingresso e abbiamo protestato, senza intralciare il servizio scolastico. Non abbiamo obbligato nessuno a rimanere fuori dalle aule, chi voleva entrare a fare lezione è potuto andare. Grazie alla preside abbiamo ottenuto per gennaio un incontro con i tecnici della Città Metropolitana, e vedremo se sapranno darci delle risposte certe».
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