Il Tirreno

Empoli

La conferenza stampa

Multiutility e rifiuti. Ecco De Magistris: «No ai profitti sui beni pubblici»

di Marco Pagli
Multiutility e rifiuti. Ecco De Magistris: «No ai profitti sui beni pubblici»

L’ex sindaco di Napoli sul gassificatore

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EMPOLI. Nel dibattito sulla Multiutility e sul progetto del gassificatore del Terrafino presentato da Alia interviene anche il portavoce di Unione Popolare, Luigi De Magistris, che ieri ha partecipato a una conferenza stampa a Empoli con Samuela Marconcini, attivista del territorio, e Leonardo Masi di Buongiorno Empoli. Un momento molto partecipato, a cui hanno preso parte cittadini in piazza Farinata degli Uberti.

«Sono qui perché credo che quanto sta succedendo in questo territorio – ha spiegato De Magistris – sia la dimostrazione di come non vada affrontato il tema della gestione dei servizi pubblici e dei rifiuti in particolare. Io credo nella democrazia partecipativa, che non può essere ridotta a semplice ascolto della popolazione, e credo anche che vada attaccato il sistema su cui si fonda in Italia il ciclo di gestione dei rifiuti e dei beni pubblici. Esiste un’alternativa alla gestione attraverso società quotate in borsa, che è quello che si vuole fare con la Multiutility. E si chiama gestione in house, pubblica, dei servizi: io a Napoli l’ho fatto e questo ha portato ad assunzioni, migliorie infrastrutturali e a riduzioni in bolletta. Se qui si fa oltre l’80% di raccolta differenziata sono convinto che il percorso potrebbe essere ancora più semplice. Non si devono fare profitti sui beni pubblici. E soprattutto non si può pensare di bruciare i rifiuti, seppur con impianti all’avanguardia, per rispondere a quella che viene presentata come un’emergenza».

A questo proposito l’ex sindaco di Napoli e candidato a presidente alle ultime elezioni politiche con Unione Popolare sottolinea la necessità di uscire dal concetto di emergenza quando si parla di gestione dei beni e dei servizi pubblici, «perché la gestione in emergenza non risolve l’emergenza». «Il nostro obiettivo deve essere quello di ridurre la produzione di rifiuti – ha detto Marconcini – e con il progetto di gassificatore proposto da Alia, che è strettamente connesso proprio con la creazione della Multiutility che lo gestirà, si va invece verso l’aumento nella produzione di plastiche. Perché quell’impianto per funzionare ha bisogno di trattare almeno 250mila tonnellate l’anno di rifiuti, mentre in tutto l’Ato Centro se ne producono circa la metà. Ma poi esiste un problema di consumo di energia per far funzionare l’impianto e di acqua per raffreddare il processo: un milione di metri cubi all’anno. Senza contare le emissioni: 34 tonnellate l’ora di CO2 e gli scarti tossici che risulterebbero dal trattamento. E in questo territorio, dopo lo scandalo Keu, sappiamo bene cosa può succedere quando si producono tali sostanze».

Ma ad alimentare le perplessità non sono solo i dati finora forniti (considerando che ancora non è stato presentato un progetto preliminare) , ma anche il percorso intrapreso per presentare il piano. «Quando è stata illustrata la bozza in consiglio comunale – ha aggiunto Masi – abbiamo mostrato le nostre perplessità e chiesto maggiore chiarezza. Tuttavia, al momento le informazioni fornite sono state poche e contraddittorie. Per fortuna che ci sono cittadini che si sono riuniti in comitati e che si stanno interessando al tema. Sosteniamo la loro richiesta di una commissione indipendente di valutazione dell’impianto, che sia scelta dai cittadini».


 

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