Foto hot, adescata a 12 anni: vittima una bambina empolese
Chiesto il rinvio a giudizio per quattro uomini accusati di pornografia minorile. Le indagini scattate dalla denuncia dei genitori della bimba residenti nell’Empolese
EMPOLI. Adescata sul web a 12 anni, da sconosciuti che hanno carpito la sua fiducia e l’hanno convinta a mandare loro delle sue foto dai contenuti decisamente espliciti. La vittima è una bambina residente nell’Empolese. Per la vicenda la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro uomini di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che vivono in varie regioni d’Italia. L’udienza preliminare, tenutasi nei giorni scorsi al Palazzo di Giustizia, proseguirà il 20 dicembre prossimo.
La dodicenne sarebbe stata avvicinata dai quattro uomini, uno autonomamente dall’altro, attraverso dei profili virtuali usati per partecipare a dei giochi online. Dopo i primi messaggi su queste piattaforme, gli adescatori avrebbero spostato la conversazione su Whatsapp. È in queste in chat che poi la bambina sarebbe stata convinta a inviare delle sue foto, in atteggiamenti espliciti. Una vicenda scabrosa, che è andata avanti fino a che i genitori della piccola non si sono resi conto di quello che stava succedendo. Quando hanno scoperto le chat sul cellulare della figlia, hanno subito denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. Dalla loro querela sono partite le indagini, coordinate dalla procura di Firenze.
Gli investigatori sono riusciti a risalire al profilo di quattro persone, ma non sarebbe escluso che i tentativi di adescamento siano stati più numerosi. Le foto inviate dalla vittima sono elementi di prova pesanti, che hanno indotto i pm fiorentini a chiedere il rinvio a giudizio.
Al momento pare che la strategia messa a punto dai difensori degli indagati sia quella di evitare il processo col rito ordinario. Due degli accusati hanno annunciato infatti l’intenzione di chiedere il processo abbreviato, un rito che prevede lo sconto di un terzo della pena. E nel corso dell’udienza preliminare la stessa richiesta, sebbene ancora non sia stata ufficialmente preannunciata, potrebbe essere avanzata anche dal difensore di un altro imputato.
Per quanto riguarda il quarto, il suo avvocato difensore ha chiesto al gip, e ottenuto, l’esecuzione di una perizia psichiatrica sul suo assistito. Lo scopo dell’esame sarà quello di stabilire la capacità dell’uomo di intendere e di volere e, conseguentemente, di stare in giudizio. L’udienza preliminare proseguirà il 20 dicembre, data in cui verrà conferito al medico l’incarico per l’esecuzione della perizia psichiatrica.
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