Sicurezza
Fallisce Gaia Service: 70 persone senza lavoro
Caro energia: terzo settore escluso dai beneficiari. Il circondario protesta. Si è aperto il tavolo di crisi in Regione
EMPOLI. Si è aperto il tavolo di crisi in Regione Toscana per il fallimento di Gaia Service, l’azienda di servizi con sede in via Caciagli al Terrafino specializzata in pulizie, logistica e facchinaggio in appalto anche in importanti strutture ricettive.
Sono 70 in Toscana (e 100 in Italia) le persone rimaste senza lavoro. «La fase che si apre ora riguarda l’approfondimento tecnico per verificare la disponibilità di strumenti alternativi ai licenziamenti - fa sapere la Regione - saranno anche verificate tutte le opportunità che potrebbero portare alla ricollocazione dei lavoratori, a partire dagli ex committenti di Gaia Service, per i quali l’azienda operava in regime di appalto». «Tra le misure che la Regione può mettere in campo - si spiega - vi sono come noto anche gli incentivi per l’assunzione di lavoratori provenienti da crisi aziendali di particolare significatività: un finanziamento per l’impresa che assume che varia da un minimo di 8mila fino a 10mila euro per lavoratrici e categorie protette».
Per la Cgil, che segue da vicino l’azienda con la delegata Filcams Rosa Anna Lombardo e con il collega Gianluca Lacoppola, responsabile a Empoli del sindacato, «la crisi e il fallimento dell'azienda hanno ingenerato forti tensioni occupazionali: per il nostro territorio la trattativa è stata volta a rappresentare alle istituzioni la richiesta di convocazione delle committenze (27 in Italia, di cui 16 in Toscana, tra alberghi e strutture ricettive) di farsi parte attiva per agevolare le procedure di cambio di appalto, e alla curatela di farsi latrice della richiesta di autorizzazione per la cassa integrazione straordinaria per cessazione». Il sindacato spiega che «al momento è in corso una procedura di licenziamento collettivo su base nazionale; l’eventuale ricorso alla cassa integrazione per cessazione impone un accordo che escluda la possibilità di licenziamenti se non su base non oppositiva, condizione che consentirebbe di individuare una prospettiva temporale sufficiente per determinare i cambi di appalto».
Ancora la Cgil: «Il settore del terziario, del turismo e dei servizi finalmente, seppur in un regime di universalismo differenziato, può utilizzare strumenti precedentemente di appannaggio esclusivo dell’industria e del manifatturiero; tali strumenti concedono il tempo necessario alle parti per traguardare, laddove possibile, obiettivi altrimenti esclusi per la semplice impossibilità per le lavoratrici e i lavoratori di disporre del reddito necessario durante la trattativa. La Filcams CGIL di Firenze ritiene che la possibilità di attingere agli ammortizzatori sociali per i settori che rappresenta sia un valore da preservare e implementare; per questo richiede al Governo un impegno certo affinché la cassa per cessazione, che scade il 31 dicembre, non sia più un’eccezione del passato, ma che diventi uno strumento strutturale a disposizione della collettività per dare spazio alla trattativa delle parti e aprire in questo modo possibili soluzioni».
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