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È scontro sul forno crematorio. Il Comitato: «Un sindaco assente che ci impone un inceneritore»

di Giacomo Bertelli
Uno degli striscioni appesi a Cambiano contro il forno crematorio
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Uno degli striscioni appesi a Cambiano contro il forno crematorio

La lettera aperta al primo cittadino per esprimere preoccupazione sull'investimento

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CASTELFIORENTINO.  Una lettera aperta al sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni per rispondere in merito agli argomenti emersi in consiglio comunale riguardo alla prossima realizzazione del tempio crematorio nella frazione di Cambiano. La lettera aperta arriva da parte del Comitato che teme fortemente per le conseguenze di questo investimento.

«Dopo aver ascoltato la sua risposta all’interrogazione il Comitato per il no vuole ribattere a quanto sostenuto, perché le informazioni devono essere riportate correttamente. In merito alla “interlocuzione con la cittadinanza” ci preme fare un po’ di cronistoria. Con deliberazione della giunta comunale 69 del 29 luglio 2020 veniva approvata la proposta di project financing per la progettazione e costruzione di un tempio crematorio a Cambiano con dichiarazione di pubblico interesse. Fra dicembre 2020 e gennaio 2021 lo stesso articolo viene divulgato fra i cittadini della frazione. Quindi solo fra febbraio e aprile 2021 ci sono stati incontri con gruppi ristrettissimi di persone, non perché non ci fosse interesse, ma per le restrizioni del Covid. Per quanto riguarda il tempio crematorio il sindaco si è distaccato dai suoi elettori, prendendo una decisione nelle “segrete stanze” senza attivare un percorso di partecipazione che sarebbe stato molto opportuno».

Per il Comitato, «i cittadini di Cambiano si sentono espropriati dei propri diritti e della possibilità di incidere nel processo decisionale che ha portato prima alla dichiarazione di pubblico interesse e poi alla pubblicazione del bando di gara. In tutto questo manca condivisione e trasparenza. Non vogliamo dire che le decisioni devono essere prese sempre con il coinvolgimento dei cittadini. Non importa condividere la scelta di rifare un marciapiede, d’installare un’opera o di modificare la viabilità. Ma la realizzazione di un tempio crematorio è un argomento ben più delicato, che avrebbe richiesto un percorso di partecipazione con la popolazione e essere oggetto di pianificazione intercomunale. Tutto questo non c’è stato».

L’intervento va giù duro: «Questo comitato non ci sta a subire questa imposizione stando inerme e a nome di una parte della popolazione (siamo già a oltre 1000 firme raccolte) porta avanti un no al tempio crematorio a Cambiano. No perché un forno crematorio è un inceneritore a tutti gli effetti con il rilascio in atmosfera di tutte le sostanze tipiche della combustione (ancora non sono stati stabiliti dei limiti alle emissioni nonostante la legge 130/2001). No perché non c’è bisogno di andare a Bologna per cremare una salma (l’attesa media nelle strutture esistenti in Toscana è di 2 giorni). No perché in Toscana esistono già 13 forni crematori (che non lavorano con continuità perché non ci sono abbastanza salme). No perché è un impianto di cui subiremo le conseguenze per i prossimi 30 anni. Chiediamo al sindaco e alla sua giunta di rivalutare la decisione presa», concludono.


 

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