Il Tirreno

Empoli

A Vinci

La storia infinita: migliaia di euro di Imu per un terreno che potrebbe non essere più edificabile

di Marco Pagli
La storia infinita: migliaia di euro di Imu per un terreno che potrebbe non essere più edificabile

Dopo il danno la beffa: le leggi sono cambiate e non potranno più costruire

3 MINUTI DI LETTURA





VINCI. Duemila metri quadrati di terra edificabile nel cuore di Spicchio, frazione di Vinci, tra l’Arno e la chiesa. Un progetto in corso da anni e mai finalizzato. E una famiglia costretta a pagare oltre quindicimila euro di Imu arretrati per un terreno su cui adesso c’è il rischio concreto che non si possa più realizzare niente. Protagoniste di questa vicenda sono le tre sorelle Antonini, Milvia, Manila e Monica, che dal 2019 hanno iniziato a ricevere le cartelle di pagamento da parte del Comune di Vinci - che contattato preferisce non rilasciare dichiarazioni - per l’Imu non versato sul loro terreno in via della Chiesa, a partire dal 2014. Proprio in quell’anno, infatti, erano stati revisionati gli estimi catastali. Un passaggio che ha portato il Comune ad applicare l’imposta per quel terreno, su cui le sorelle non avevano fino ad allora mai pagato niente. Un terreno edificabile, ma di fatto sempre rimasto “verde” in attesa che si concretizzasse un progetto di valorizzazione dell’area.

Solo che adesso, a partire dall’inizio del prossimo anno, quello stesso terreno potrebbe perdere l’edificabilità, a causa della modifica di una legge regionale che farebbe cadere quella porzione sotto vincolo per rischio idraulico e quindi senza nessun’altra possibilità che rimanere verde per sempre. «Quel terreno è di nostra proprietà da sempre e non avevamo mai chiesto niente - spiegano le sorelle Antonini -. Diversi anni fa, si iniziò a parlare di un progetto per la valorizzazione di quell’area, ma non si è mai concretizzato. Fino ad arrivare al novembre 2019, quando ci è stata recapitata una cartella dall’ufficio tributi del Comune, in cui ci veniva intimato di pagare l’Imu dal 2014. Ma noi, nonostante i molti incontri fatti, non sapevamo della revisione degli estimi. Così cinque anni dopo abbiamo scoperto che dovevamo iniziare a pagare l’imposta con un conto salatissimo».

La cifra richiesta per il primo anno, infatti, era molto alta: quasi 1.500 euro a testa per complessivi 4.500 euro. Il valore al metro quadro, infatti, era stato fissato dai tecnici comunali a 253 euro. Una valutazione che la famiglia ha contestato affidandosi a dei professionisti, riuscendo, dopo diversi incontri con gli uffici comunali, ad abbassare a 78 euro al metro quadro. Solo che la riduzione di quasi due terzi dell’imposta è stata applicata solo dal secondo anno, cioè dal 2015. «Avevamo chiesto di adeguare il tutto anche all’anno 2014, che avevamo aspettato a pagare in attesa della nuova valutazione, ai parametri concordati - proseguono le sorelle Antonini - ma invece era già stato inviato tutto all’Agenzia delle Entrate. Pochi mesi fa ci è stato notificato un recupero crediti da 4.500 euro per il primo anno. Mentre per gli anni successivi le cartelle sono nel complesso di poco superiori ai 1.500 euro».

È a quel punto, con il Covid che imperversa e le difficoltà crescenti di comunicazione, che arriva la beffa finale. «Visto che dovevamo pagare tutti quegli anni arretrati di Imu per un terreno edificabile - vanno avanti - abbiamo chiesto di rivedere il progetto di costruire sulla nostra terra. In modo da dare a un senso tutti quei soldi spesi. E invece ci hanno detto che la regione avrebbe posto il vincolo per rischio idraulico sul terreno, rendendolo non edificabile. Ci sentiamo arrabbiate perché in un momento come questo dovremo continuare a pagare tutti questi soldi di Imu, fino all’anno 2022, con il rischio fondato che quella terra renda niente: né a noi, né alla città. C’è ancora tempo alcuni mesi, ci auguriamo che l’amministrazione faccia il possibile per riuscire a risolvere questa situazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze