L’ultimo saluto a Maltinti, il re delle classiche del ciclismo
Le esequie si sono celebrate in una Collegiata di Sant’Andrea gremita di persone. Ad attendere il feretro anche gli atleti con la tuta sociale
EMPOLI. L’ultimo saluto a Renzo Maltinti - scomparso lunedì sera a 77 anni dopo una malattia - in una Collegiata di Sant’Andrea piena di persone. Ad attendere il feretro in piazza Farinata i "suoi" atleti con la tuta sociale, ovvero i ragazzi della Gs Maltinti Lampadari, società sportiva di ciclismo che Maltinti - imprenditore nel settore dell’arredamento con l’omonimo negozio di via Carraia a Empoli - aveva fondato nel lontanissimo 1977, e che ha portato negli anni a conquistare qualcosa come 370 vittorie nelle gare in Toscana e in Italia, e ad organizzare corse che sarebbero diventate "classiche" per le due ruote, come la Firenze-Empoli, prestigiosa kermesse d’apertura del ciclismo dilettantistico italiano, e ancora il Gran Premio Città di Empoli, il GP di Vinci, il GP Chianti Colline d’Elsa a Gambassi Terme.
Oltre ai familiari, la moglie Agnese e i figli Roberto e Cristina, in Collegiata c’erano la sindaca di Empoli Brenda Barnini e numerosi suoi omologhi da tutto l’Empolese Valdelsa e non solo, altre personalità del territorio e poi i dipendenti dell’azienda fondata nel 1969 e tanti suoi concittadini, che hanno sempre apprezzato in Maltinti il suo sorriso, l’entusiasmo che metteva nel fare e proporre le cose, la sua affabilità. Insomma, per tutti Renzo Maltinti non era soltanto il patron, ma soprattutto una persona per bene, che ha fatto tanto per questa città e che lascerà un grande vuoto. L’imprenditore con la passione per il ciclismo riposa ora nel cimitero di Santa Maria.
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