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L’emergenza al canile di Empoli, in due mesi 15 abbandoni

di Andrea Belli
L’emergenza al canile di Empoli, in due mesi 15 abbandoni

Il picco massimo si è registrato durante quest’estate. La volontaria: «Fondamentale contrastare il fenomeno»

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EMPOLI. Uno sguardo tenero che conquista chiunque ma che, nel profondo, nasconde anche tanta tristezza. Molti di loro, fedeli amici a quattro zampe, sono stati abbandonati da chi aveva promesso loro amore e protezione. E invece no.

Anche quest’anno il numero di abbandoni di cani e gatti è rimasto elevato. Un fenomeno terribile, difficile da contrastare del tutto, ma in gran parte arginato dall’impegno delle associazioni sanitarie e dai volontari dei canili. Tra questi c’è il canile municipale di Empoli gestito dall’associazione Arca, da sempre in prima linea nella lotta all’abbandono. In particolare quest’estate in cui è stato raggiunto il picco massimo di cani lasciati in strada con numeri da capogiro: 15 cani abbandonati in due mesi.

L’associazione Arca è formata da volontari che si occupano di cani abbandonati con l’obiettivo di proteggere gli animali, battendosi contro il randagismo, il maltrattamento e l’abbandono giorno dopo giorno, cercando allo stesso tempo di sensibilizzare la popolazione alla salvaguardia e al rispetto dei diritti degli animali con iniziative che coinvolgono anche i cittadini.

Il canile di Empoli, a Marcignana, è gestito da una quindicina di volontari e due dipendenti con una missione: occuparsi degli amici a quattro zampe nel territorio empolese, ma anche di Montaione e Limite sull’Arno. Un’attività fondamentale per quei casi in cui i cani siano ritrovati a vagare liberi, lontano dalla propria casa oppure perché abbandonato volontariamente. E a quel punto i cani che vengono prelevati dalle strade entrano nel canile dove vengono controllati in una delle quattro stazioni sanitarie al suo interno, poi viene controllata la presenza del microchip di registrazione all’anagrafe e, se presente, viene contattato il veterinario per trovare il padrone. Se invece il chip non fosse presente viene chiamata l’Asl per poi procedere con la vaccinazione dell’animale e aspettare l’eventuale ritorno del proprietario, altrimenti viene poi dato in adozione secondo il procedimento dei canili. Per l’adozione la persona interessata a prendersi cura di un cane abbandonato va al canile, parla con i volontari e poi viene svolto un controllo prima dell’affido, con una visita alla casa del neo padrone per controllare che ci siano i requisiti adatti ad ospitarlo. E, anche dopo l’affido, il canile si mantiene informato sull’andamento della convivenza.

Al momento il canile municipale di Empoli dell’associazione Arca ospita circa 60 cani, un numero elevato e che richiede un buon apporto economico, che però il Comune di Empoli non ha mai fatto mancare. Eppure il fenomeno dell’abbandono continua a essere in crescita. E - spiegano i volontari - è il risultato di una (triste) statistica secondo cui ogni volta che un cane viene adottato, ne arrivano almeno tre nuovi abbandonati. Per fortuna, però, i volontari sono molti e si impegnano tanto, coprendo turni ampi, così che non manchi mai la compagnia ai nostri amici a quattro zampe. «Fare il volontario non è certo una cosa semplice - commenta Felicia De Rosa, una dei volontari della struttura - . A differenza di ciò che si può pensare, infatti, lavorare in un canile richiede la forza d’animo di avere a che fare con cani che hanno passato il peggio nelle loro vite. Non c’è da meravigliarsi se, all’inizio, alcuni di loro sono aggressivi e problematici. C’è bisogno di tempo perché riacquistino la fiducia nell’uomo. La situazione che troviamo nel canile di Empoli è la stessa per gli altri canili della zona. Rivolgiamo a tutti un appello: contattare il canile più vicino o anche il proprio Comune nel caso in cui ci si imbatta in un abbandono, per far sì che certi gesti vadano piano piano a scomparire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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