Il Tirreno

Empoli

Tifoso viola aggredito al circolo «Violenza brutale che ci offende»

Nella foto il circolo Arci di via Livornese nella zona di Santa Maria a Empoli
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Nella foto il circolo Arci di via Livornese nella zona di Santa Maria a Empoli

Il patron dell’Empoli Corsi incontra la vittima: «I violenti fuori dallo stadio»

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EMPOLI. Continua a far parlare in città l’aggressione avvenuta al circolo Arci di Santa Maria ai danni di un 52enne empolese, che aveva come unica colpa quella di indossare una maglietta della Fiorentina. Il grave episodio è avvenuto domenica al termine del derby di serie A Empoli-Fiorentina, giocato al Castellani. I carabinieri sono sulle tracce dei tre tifosi azzurri che hanno pestato a sangue l’uomo mentre beveva un caffè, provocandogli fratture a setto nasale, mandibola e zigomo sinistro, con prognosi di trenta giorni.

Intanto arrivano le condanne per quanto accaduto. «Empoli Football Club si dissocia e condanna ogni forma di violenza, esprimendo la propria vicinanza e solidarietà al tifoso aggredito oltre che ribadire come certi episodi niente hanno a che fare con il calcio e lo sport», scrive il club, con il patron Fabrizio Corsi che ha contattato la famiglia dell’aggredito esprimendogli solidarietà. Così Corsi: «Siamo estremamente dispiaciuti per quanto successo dopo la partita contro la Fiorentina e mi sono sentito in dovere di esprimere la mia vicinanza direttamente alla persona aggredita e alla sua famiglia. Come società abbiamo preso le distanze e condannato quanto avvenuto, altrettanto hanno fatto i nostri gruppi organizzati verso un gesto che non trova spiegazioni. Ad Empoli, anche in passato, tante volte in tribuna ci troviamo a vedere la partita fianco a fianco con persone di altre squadre; può nascere lo sfottò ma senza andare mai oltre. E se qualcuno in passato lo ha fatto siamo stati i primi a prendere provvedimenti, togliendo l’abbonamento a quelle persone che non rispecchiano un modo di tifare che ci ha contraddistinto nel tempo e che mette al primo posto, oltre all’amore verso la propria squadra del cuore, il rispetto dell’avversario».

Scrive la sindaca Brenda Barnini: «Spero che gli inquirenti possano individuare il prima possibile i responsabili dell’aggressione e che vengano puniti adeguatamente. Questi tre tifosi infangano la lunga e onorata tradizione di correttezza e rispetto dei tifosi azzurri che non meritano di essere accostati a questa gente».

Poi lo stesso circolo di Santa Maria, che «condanna fermamente l’episodio di violenza e auspica che al più presto vengano accertate le responsabilità». «Come tutti i circoli Arci, anche il nostro ha la convinzione profonda che la violenza debba rimanere non solo fuori dalla porta, ma fuori dalla storia: il nostro sistema relazionale si basa sulla collaborazione e la reciproca solidarietà e talvolta anche sul confronto, che può essere anche aspro, ma sempre nell’ottica del raggiungimento del bene comune». Ancora: «Le nostre attività sono volte all’aggregazione in un mondo dove le solitudini sono abissi in cui ci si può perdere e sono indirizzate alla costituzione del senso di “comunità”, alla creazione di legami di socialità tra le persone, alla scoperta di nuovi orizzonti culturali. Questo atto di violenza brutale e vigliacco ci colpisce e ci offende profondamente, offende gli anni di lavoro quotidiano nel territorio e a Santa Maria, realizzato grazie all’impegno di tanti volontari ispirati da valori di socialità, di uguaglianza, di coesione e mutuo aiuto».

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di Redazione web