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Resta senza corrente per un errore anomalo. «Chiederò i danni»

Lorenzo Carducci
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La cliente: «Contratto cancellato a mia insaputa»

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VINCI.  Può capitare di rimanere senza corrente elettrica a causa di un guasto o di ritardi nel pagamento delle bollette, ma subire una sospensione non giustificata e non autorizzata della fornitura è alquanto insolito, non affatto una scoperta piacevole.

È successo a Ginevra Gazzarrini, 52 anni, residente in zona clinica Leonardo a Sovigliana. Due giorni senza luce e gas, da lunedì a mercoledì sera, dovendosi appoggiare a casa di amici e parenti per caricare il cellulare, farsi una doccia non gelida e prepararsi qualcosa da mangiare. Il tutto per un errore di cui ancora non si comprende la genesi.

«Lunedì sera sono tornata a casa e mi sono accorta di non avere corrente – racconta la donna – mi sono accertata che non fosse un guasto, ho controllato il salvavita e ho chiamato il fornitore Enegan, che però mi ha rassicurato che tutto andasse bene. Il giorno dopo l’elettricista di fiducia della mia vicina di casa mi ha detto che non mi arrivava proprio la fornitura, sono rimasta allibita». Sembra quasi il colmo, se c’è un rischio ricorrente da cui gli utenti devono guardarsi le spalle è prestare il fianco alle miriadi di offerte telefoniche e non per la sottoscrizione di nuovi contratti di fornitura. Invece la dubbia sospensione che h a lasciato Ginevra senza corrente va nella direzione opposta.

«Ho chiamato l’assistenza guasti di Enegan che mi ha fatto sapere che me l’avevano sospesa per una voltura richiesta da qualcuno, senza volermi dire chi. A quel punto, non vedendoci chiaro, mi sono recata alla sede dell’azienda per capirne di più. Ho scoperto che in data 24 maggio Enel aveva richiesto la sospensione della fornitura elettrica a mia insaputa, non si sa per quale motivazione». Una dinamica tutt’altro che limpida, da cui però Ginevra è riuscita ad uscire con il ripristino della fornitura elettrica.

«Enegan ha poi fatto il subentro per riprendermi come cliente – riprende Ginevra Gazzarrini – anche nel suo interesse. È un problema anomalo, sarà anche un errore, intanto però mi ha recato due giorni di disagi e difficoltà. Ho il bagno non finestrato e per vedere serve la luce anche di giorno, per cui mi sono dovuta far prestare una pila. Per non parlare di tutto il cibo che era nel frigo e nel congelatore e ho dovuto buttare via, compresi alimenti particolari adatti alle mie intollaranze. Per tutto questo mi sto muovendo assieme al mio legale per sporgere reclamo e chiedere un risarcimento dei danni economici e morali che ho subito».

Per la donna – che ha problemi di salute ed è in cerca di un impiego – è stata un po’ come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Non trovo giusto che un utente debba subire simili sventure per un qualcosa in cui non c’entra nulla».




 

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