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Eco Park a passi veloci. Via ai lavori tra un anno
L’intervento a Ponte a Elsa dovrà concludersi nel 2026 Barnini: «Opera che non ha eguali nella nostra storia»
EMPOLI. Affidamento dei lavori nell’aprile 2023 e conclusione entro marzo 2026: sono questi i termini imposti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il progetto di rigenerazione urbana dell’Eco mostro di Ponte a Elsa, che verrà trasformato in Eco Park. Se ne è parlato lunedì sera in un’assemblea pubblica, ne seguirà una seconda il 24 maggio alle 21,30 alla casa del popolo della frazione empolese.
Il complesso residenziale mai terminato - da anni scheletro in preda al degrado - passerà dagli attuali 4.400 metri quadrati a non più di 1.500, sarà a un solo piano, con la demolizione del ‘corpo centrale’ e il mantenimento della struttura a ‘ferro di cavallo’. Previsti una cinquantina di posti auto interrati. Un altro elemento riguarda lo spazio aperto, che sarà per una parte a verde e per una parte dedicato al tempo libero dei giovani. I 1.550 metri quadri interni sono stati immaginati suddivisi in più aree e non necessariamente da utilizzarli tutti per la stessa funzione.
L’investimento complessivo per queste lavorazioni è di 5,4 milioni di euro a cui vanno a sommarsi gli interventi al palazzetto dello sport e la realizzazione dei percorsi ciclo pedonali per altri 300mila euro. Oltre a questo ci sono gli interventi in parte già realizzati e in parte da realizzare, il soggetto attuatore è in questo caso Publicasa, che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e quindi si occuperà della parte che riguarda il miglioramento energetico delle case popolari.
Durante l’assemblea di lunedì, la sindaca di Empoli Brenda Barnini ha sottolineato che «Eco Park è il più grosso investimento pubblico mai fatto sulla frazione di Ponte a Elsa, non ha eguali nella storia politica della città di Empoli. È estremamente necessario farlo perché è la frazione che ha visto più trasformazioni dal punto di vista urbanistico e della popolazione in assenza di una crescita di luoghi di aggregazione e socializzazione e di servizi dedicati. È importante non solo per la frazione ma per tutta la città». «L’obiettivo - ha proseguito - è trovare in questo spazio funzioni e servizi che possano essere vissuti anche da chi viene da ‘fuori’ a vedere una risposta urbanistica che di fatto allontana il concetto di periferia. Per questo si parla di un progetto di rigenerazione urbana di tutta la frazione di Ponte a Elsa, che significa mettere insieme tanti pezzi diversi».
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