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Zignago punta alla geotermia per il futuro

L’azienda ha presentato domanda in Regione per effettuare alcuni rilievi nel sottosuolo della zona industriale del Terrafino


30 aprile 2022 Giacomo Bertelli


EMPOLI. Miglioramento energetico e una strada per dare maggiore sostenibilità ambientale alle proprie attività industriali.

Sono queste le indicazioni principali che arrivano dalla richiesta del gruppo Zignago, presente a Empoli con la Zignago Vetro, che ha presentato domanda in Regione Toscana per dare il via ad alcuni rilievi legati alla geotermia in un pozzo vicino alla sede dell’azienda, nella zona industriale del Terrafino, già studiato negli anni Novanta da alcune multinazionali.

Si tratta di raccogliere dati, quindi documenti conoscitivi, per capire se vi possano essere le basi per ulteriori approfondimenti. Nessun risvolto ambientale, tiene a precisare il gruppo, solo uno studio propedeutico per poter avviare un corso che possa abbracciare anche l'energia rinnovabile.

I primi dati, emersi sin dagli anni '80 hanno indicato numeri molto interessanti: acqua calda con una temperatura di 130/140 gradi a una profondità di 3 chilometri. Si tratta di dati che dovranno essere certificati, prima di poter ipotizzare qualunque passo successivo. Quindi questa fase rappresenta solo l'inizio di un percorso che dovrà essere approfondito ma che mette sul piatto la volontà di sfruttare tale risorsa del sottosuolo nella zona industriale del Terrafino di Empoli, dove si trovano realtà importanti per la città empolese.

Il pozzo, che prende curiosamente il nome di Certaldo, non ha alcun legame con il paese di Boccaccio, sarà quindi l'osservato speciale che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe comportare un collegamento con la Zignago Vetro a distanza ravvicinata. Rispetto al passato le tecnologie per capire cosa cela il sottosuolo non sono mutate radicalmente.

La domanda è arrivata sul tavolo della Regione Toscana alla fine di marzo e adesso dovrà essere valutata dai tecnici. Negli anni 80' da Empoli a Certaldo le multinazionali, da Eni a Agip, realizzarono importanti studi sul territorio; nelle campagne del territorio si vedono ancora i resti di queste esplorazioni, che riportano la mente di contadini e delle memorie storiche a periodi ormai passati. Ma che oggi, di fronte ai tanti problemi che interessano la fornitura di energia, potrebbero tornare di attualità, fornendo così una energia derivata da fonti rinnovabili.

Il gruppo Zignago da tempo ha avviato un percorso significativo per quanto riguarda l'energia rinnovabile e la sostenibilità ambientale, dando vita all'interno della sua realtà, anche fuori dai confini della Toscana, ad impianti a biomasse e pannelli fotovoltaici. Segno tangibile della forte volontà da parte di questo gruppo di voler investire su tali risorse, ben consapevoli prima di tutto di cosa effettivamente il sottosuolo possa offrire, prima di procedere. L’implementazione di un progetto geotermico per la produzione di energia elettrica e calore rientra nell’ambito della progressiva alimentazione energetica con diverse tipologie di fonti rinnovabili attuato dal gruppo, attraverso Zignago Power, a favore delle proprie aziende controllate.

Zignago Vetro è fra i principali produttori di contenitori in vetro cavo in Italia e una delle più importanti aziende del settore a livello internazionale. Fa parte di un gruppo industriale, che fa capo a Zignago Holding, società dove le attività vetrarie confluiscono insieme ad altri business, in particolare quello vitivinicolo e quello della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Nei suoi siti produttivi di Fossalta di Portogruaro (in provincia di Venezia) ed Empoli al Terrafino, realizza contenitori in vetro destinati ai mercati delle bevande e alimenti e anche della cosmetica e della profumeria.

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