Il Tirreno

Empoli

Castelfalfi punta sul vino e sull’olio

Giacomo Bertelli
Una veduta dall’alto della tenuta di Castelfalfi nel territorio comunale di Montaione
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Una veduta dall’alto della tenuta di Castelfalfi nel territorio comunale di Montaione

La nuova proprietà investe nella cantina e per il frantoio. Importante anche la vendita ai clienti del territorio

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MONTAIONE. Il comparto agricolo e vitivinicolo di Castelfalfi si prepara a vivere una stagione importante e un futuro che sarà radicalmente mutato. Come aveva spiegato Diego Mugnaini a Il Tirreno, in occasione del ritorno al Vinitaly dopo qualche anno della tenuta montaionese, ora di proprietà della famiglia indonesiana S. P. Lohia, l’anno zero di questo percorso vedrà una totale riorganizzazione.

Si parte dalla stessa produzione vitivinicola e olivicola: un nuovo packaging, una nuova gamma di olio e vino. A seguire vi sarà la ristrutturazione dell’accoglienza in cantina e in frantoio, oltre che l’ammodernamento del parco macchine, le attrezzature di cantina e del frantoio, grazie ai contributi che arriveranno dall’agricoltura 4. 0 e dal Programma di sviluppo rurale 2022 della Regione Toscana. D’altronde fra gli obiettivi dichiarati dei prossimi 5 anni nei 9 punti elencati dalla proprietà vi è quello di realizzare l’ulteriore sviluppo del centro agricolo. La proprietà vuole infatti incentivare la visita al frantoio e alla cantina di un numero sempre più ampio di persone e far conoscere così Castelfalfi.

Sono queste le principali novità sulle quali la tenuta di Castelfalfi è al lavoro per cercare di amplificare ulteriormente l’interesse legato al mondo del vino e dell’olio. Con la riapertura della stagione dal 1° aprile è cominciato ufficialmente il nuovo corso della proprietà indonesiana che adesso potrà toccare con mano la gestione di questa tenuta con alcuni cambiamenti già apportati e altri che saranno annunciati prossimamente. Anche in occasione dell’incontro pubblico delle scorse settimane al teatro di Montaione, la proprietà, fra le tante ipotesi per garantire la sostenibilità economica, aveva ribadito, fra le molte idee, la necessità di vendere maggiormente le sue etichette sul posto, non solo a coloro che soggiorneranno, ma anche a chi si recherà in visita a Castelfalfi. Al fianco di questo, la realizzazione di nuove ville e casali da vendere.

Per quanto riguarda la cura del territorio e lo sviluppo l’azienda è stata certificata integralmente come biologica, sono state recuperate e ripiantumate le oliveti, reimpiantati i vigneti, il ripristino delle infrastrutture stradali e della regimazione delle acque superficiali, l’introduzione dell’apicoltura e di altre produzioni ed infine il mantenimento dell’attività agrituristico venatoria e seminativi.

Sono 1. 100 gli ettari di terreno in dote all’attuale proprietà, la quale raccoglie l’operato che, soprattutto dal 2013, ha visto un forte impegno per la salvaguardia della biodiversità e valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità. Ogni autunno i 25 ettari di vigneti di Castelfalfi permettono di avere vini che spaziano dal Chianti al Chianti Riserva Docg, passando per il fiore all’occhiello rappresentato dal Sangiovese Igt. Oggi vengono coltivati 10. 000 olivi delle varietà più tipiche della Toscana centrale, da cui viene realizzato olio extra vergine d’oliva Igp totalmente biologico.

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