Sicurezza
La sindaca: il 1° giugno riapre la piscina
La struttura è chiusa dal 7 marzo per il caro bollette: i 15 dipendenti resteranno senza lavoro per un altro mese e mezzo
EMPOLI. La piscina non riapre prima del 1° di giugno. Non è un gioco di parole, ma l’annuncio che ha dato ieri la sindaca Brenda Barnini sui canali social, mezzo preferito per comunicare.
«Abbiamo dato indirizzo ad Aquatempra di riaprire dal 1° giugno per tutta la stagione estiva, e cercheremo le risorse necessarie a sostenere l’apertura anche nella prossima stagione autunno/inverno. Sperando che nel frattempo arrivino dal Governo risposte concrete per il caro energia che sta mettendo in crisi famiglie, imprese e Comuni», ha scritto Barnini.
La riapertura da giugno in realtà non è una assoluta novità sotto il sole di una vicenda che ha dato vita a un paio di manifestazioni di protesta, dibattiti in consiglio comunale, incontri con i sindacati per la sorte dei 15 lavoratori dell’impianto di viale delle Olimpiadi, rimasti senza occupazione da lunedì 7 marzo (oltre un mese fa), quando le porte sono rimaste chiuse a causa dell’aumento vertiginoso delle bollette, unito alla riduzione dei frequentatori e alle difficoltà di gestione della società partecipata che ha le chiavi della struttura.
Fin da subito il Comune di Empoli aveva dato quasi per certa la riapertura nel periodo estivo con le vasche esterne, il periodo dell’anno consente infatti un abbattimento notevole dei costi energetici. Adesso arriva la conferma, ma con l’ammissione implicita che fino a quella data la piscina comunale resterà chiusa al pubblico e i dipendenti dunque senza il proprio lavoro.
La sindaca di Empoli (come tra l’altro fa il suo omologo di Vinci, Giuseppe Torchia, ne scriviamo in altra pagina) torna poi sulla questione del caro bollette. «Risulta sempre più evidente che senza misure straordinarie di sostegno agli enti locali non ci saranno alternative a chiudere i servizi - sostiene Barnini - quando è toccato a noi con la piscina ci siamo presi gli insulti e le legittime lamentale dei cittadini, ma purtroppo la situazione è questa per tutti. Se a questo si aggiunge il quadro impossibile di mancanza di materie prime e aumento esponenziale dei prezzi (acciaio +55%, pavimentazioni stradali +16% ) si capisce che è a rischio anche la sfida degli investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza».
Insomma resta questa la giustificazione per la chiusura della piscina gestita da Aquatempra. Servono troppi soldi per mantenerla aperta. Li aveva elencati lo stesso Comune: un milione di euro elargito tra 2020 e 2021, e altri 362mila quest’anno. A gennaio 2020 gas e luce sono costati 18.159 euro, a gennaio 2022 la cifra è salita a 42.546 euro. «A novembre 2021 il gas era aumentato di quasi il 100% rispetto al pre Covid, salendo al 121% a dicembre e del 172% a gennaio 2022», aveva fatto sapere l’amministrazione.
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