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Una passione ritrovata: le borse all’uncinetto di quattro donne del Fiano

G.B.
Una passione ritrovata: le borse all’uncinetto di quattro donne del Fiano

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CERTALDO. Nada, Cosetta, Isella e Martina, tutte residenti al Fiano, frazione di Certaldo, e con una grande passione che hanno ereditato e imparato in gioventù: il ricamo e l'uncinetto. Così, mentre la loro giornata si celebra all'interno della loro attività di parrucchiere 'Capricci' in via della Fonti, hanno riscoperto ai tempi della pandemia Covid, una passione che hanno deciso di rispolverare. E i risultati sono stati incoraggianti, tanto che le loro borse, realizzate a mano e con gli strumenti di una volta sono molto richieste, anche fuori dall'Italia.

«Siamo sempre state abituate a lavorare e non stare mai ferme. Volevamo comunque fare qualcosa e muoverci quando arrivarono le prime chiusure. Questa tecnica di ricamo e creazione l'abbiamo imparata alla chiesa di Lucardo alto, dove c'era un prete cinese, don Francesco, che era stato adottato da una signora americana, Ida. Lei non era sposata e decise di fare questo gesto», dicono le quattro signore. Fu proprio la signora Ida ad insegnare alle giovani la tecnica di ricamo e uncinetto. Le borse prendono proprio il suo nome, come omaggio e ricordo. «Nel mese di maggio, mentre i nostri genitori e nonni pregavano in chiesa con il rosario, andavamo alla Canonica. Ida ci insegnava a cucire, ricamare, fare la calza e anche il 'chiacchierino', tecnica che permette di realizzare merletti e pizzi. Eravamo bambine dai 10 ai 12 anni, mentre i bambini stavano con il sacerdote. Sistemavano i muri, le panchine e i gradini. Sono stati anni stupendi», raccontano.

Ricordi che arrivano anche dagli stessi maschi, come Emanuele Parrini: «Quegli anni vedevano molti giovani presenti a Lucardo e la zona della Canonica era un punto di riferimento per il territorio. La mattina davamo una mano alla messa. Qui cominciammo a dare i primi calci al pallone, eravamo tutti tifosi dell'Inter o della Fiorentina e al termine della giornata, in modo goliardico, chi vinceva poteva tirare i sassi ai suoi avversari amici e nessuno mai si fece male. Costruimmo con un lavoro che durò quasi 1 anno una sorta di grotta dove venne posizionata una statua della Madonna. Ci alternavamo ed eravamo aiutati da 2 manovali. Andavamo con una 500 d'epoca all'Impruneta a prendere pietre particolari e poi la sera la signora Ida ci dava l'aranciata e il prosciutto cotto, all'epoca era un sogno. Mentre Don Francesco era un sacerdote molto ingegnoso e ci fece costruire delle panchine».

Durante la pandemia poi, girovagando per la rete, la scoperta di una borsa fatta a mano: «Ci siamo subito chieste, perché non provare a farne una», continuano. Così è nato un canale social che ha permesso di unire amiche e future generazioni in questo piccolo progetto che ha visto queste borse essere venduta a Roma, Svizzera, Sicilia e in Germania. Inoltre anche qualche negozio se ne è interessato da Firenze fino a Scarlino. Le autrici di questo progetto 'Ida' sono Nada Mariani, 82 anni, le figlie Cosetta e Isella, 56 e 55 anni, e infine Martina, 25 anni, figlia di Isella. «Siamo aperti a qualunque collaborazione perché quello che abbiamo imparato tanti anni fa merita di essere tramandato». Il profilo social per rintracciare le borse prende il nome di 'Le Rosette' e vede un universo di colori, ago e uncinetto prendere vita. Per una passione e una storia che arriva dal passato e che ha visto alcune residenti di Fiano far risplendere, con l'auspicio che qualcuno possa mettersi a un tavolo per imparare questa antica tecnica.



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