Il Tirreno

Empoli

Sulle mappe di Arpat spunta il ripetitore. «Siamo preoccupati»

Il terreno vicino alle abitazioni dove potrebbe essere installata l’antenna per la telefonia
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Il terreno vicino alle abitazioni dove potrebbe essere installata l’antenna per la telefonia

I residenti di via Alfieri avevano ricevuto rassicurazioni e invece l’antenna è stata autorizzata già il 17 febbraio

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VINCI. Quando Max Ciambotti si è collegato al sito di Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale), gli è preso un colpo.

Nelle mappe pubblicate sul portale degli impianti di radiocomunicazione risultava autorizzata una nuova postazione di un antenna della telefonia: quella di via Alfieri a Sovigliana, zona residenziale a un passo dall’ingresso a Empoli. Da quanto risulta, l’antenna - del gestore Iliad - è stata autorizzata già dal 17 febbraio per supportare la tecnologia 3G, 4G, 5G e il Ponte radio.

I residenti vogliono vederci chiaro, dopo aver ricevuto rassicurazioni dal sindaco di Vinci Giuseppe Torchia, il quale a fine gennaio aveva spiegato «che il piano regolatore del Comune ha destinato la zona di via Alfieri a un futuro parco pubblico, più un parcheggio per le auto con conseguente espropriazione dei terreni». Perché il ripetitore - come si apprende dalla mappa aggiornata da Arpat - sarebbe previsto in un terreno di proprietà privata a una ventina di metri dalle abitazioni. «Se la domanda fosse di nuovo presentata dai proprietari del fondo agricolo nelle prossime settimane - aveva aggiunto Torchia - sarà comunque respinta dal Comune».

C’è dunque qualcosa che non torna in questa vicenda. E i cittadini sono ora preoccupati che l’installazione avvenga davvero, nonostante il sindaco abbia escluso questa ipotesi. Ci sono due ordini di problemi: il rischio per la salute dovuto alla propagazione delle onde elettromagnetiche così vicine alle case, e il rischio di svalutazione degli immobili se davanti alla finestra c’è una infrastruttura in ferro alta una trentina di metri.

Arpat era già stata coinvolta nella questione con un esposto, dopo che una relazione scritta dalla biologa Elenia Castellari (studio Bartolini di Empoli) ha confermato che i campi elettromagnetici «debbano essere considerati come un possibile cancerogeno per l'uomo». L’Arpat non ha mai risposto, e anzi un suo dipendente avrebbe trattato in malo modo una cittadina che si è recata di persona all’ufficio di via Tripoli a Empoli, senza fornire tante spiegazioni sul progetto di installazione dell’antenna in via Alfieri. Non è così che si fanno gli interessi dei cittadini.

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