Il Tirreno

Empoli

Bandiere e striscioni per dire no alla guerra. In centinaia in piazza Farinata degli Uberti

La folla in piazza Farinata a Empoli
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La folla in piazza Farinata a Empoli

Presenti al presidio di Empoli almeno 400 persone. Hanno aderito i sindacati, l’Arci, la Cna, i lavoratori della Sammontana

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Empoli. Nonostante il meteo avverso erano in centinaia in piazza Farinata degli Uberti nel tardo pomeriggio di venerdì 25 febbraio per il “presidio di pace e unità contro la guerra in Ucraina”. La manifestazione, promossa dal Comune di Empoli, ha visto la partecipazione di almeno 400 persone, con bandiere della pace e striscioni. Presente la comunità ucraina del territorio.
 
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«Da ogni piazza di Europa deve alzarsi con forza la richiesta di pace a sostegno del popolo ucraino - è il messaggio della sindaca Brenda Barnini - la guerra non è mai la risposta ai problemi e la pace duratura del nostro continente ha bisogno di essere difesa». «Il nostro popolo ha una profonda aspirazione alla giustizia e alla pace. Contrapponiamo alla violenza la forza della pace, che invochiamo come dono da Dio e che vogliamo raggiungere considerando tutti fratelli. Stiamo uniti in quest'ora decisiva per il nostro paese, l'Europa e il mondo», ha detto il proposto di Empoli don Guido Engels. Ha parlato anche la signora Olga, che ha tre figli in Ucraina.
 
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Molte realtà del territorio hanno aderito e preso parte alla manifestazione. A partire da Cgil, Cisl e Uil, dall’Arci e dall’Anpi. «Russia e Ucraina sono Europa e c’è bisogno di tutti per determinare un equilibrio duraturo che ci faccia affrontare le vere sfide che sono davanti all’umanità - ha detto Paolo Aglietti della Cgil - è necessario che i cannoni e le bombe tacciano immediatamente e si avvii una soluzione politica che porti a una pace duratura. Sono necessarie una politica di disarmo internazionale, una demilitarizzazione diffusa e la distruzione degli armamenti nucleari, unica vera garanzia per una coesistenza pacifica». Presente in piazza Farinata anche una delegazione della Cna dell’Empolese Valdelsa. «La guerra non è mai una risposta, in primis per il costo di vite che impone di pagare. Rispetto a questo, il costo economico è secondario, ma sarà salatissimo e in grado di influenzare negativamente l’economia globale. Se il conflitto dovesse proseguire e allargarsi le ripercussioni economiche per il nostro sistema economico saranno pesantissime: caro energia, difficoltà nel reperimento di materie prime oltre che loro rincaro, calo dei flussi turistici, aumento dei costi di trasporto, riduzione dell’export», ha commentato il presidente Fabio Bianchi.
 
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Anche i lavoratori della Sammontana hanno approvato un ordine del giorno per esprimere «ferma condanna per la guerra di aggressione operata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina, preoccupano soprattutto le ricadute che una prosecuzione del conflitto possa generare in termini di vite umane e di vittime innocenti, e sul piano economico». I dipendenti esprimono inoltre «preoccupazione per il crescente disagio sociale presente in tutti i paesi d’Europa, e in particolare delle diseguaglianze che si sono ulteriormente determinate anche per effetto della pandemia», e danno la loro adesione e sostegno «a tutte le iniziative di pace che le forze democratiche e sindacali intendano promuovere, in ottica all’impegno di proseguire con nuove ed efficaci iniziative fino all’ottenimento della cessazione delle ostilità». Intanto il consiglio comunale di Castelfiorentino ha approvato un ordine del giorno per «far sentire al popolo ucraino la reazione e la solidarietà dei cittadini italiani e la più forte condanna morale e politica di Putin». Sabato 26 febbraio alle 18, in piazza Gramsci, si terrà un altro presidio per manifestare a favore della pace.

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