La manifestazione
«Il tracollo ci sarà a Pasqua»
Timori di Confesercenti dopo un 2021 con indici positivi per negozi e ristoranti
EMPOLI. Fino a qui le attività nel commercio e nella ristorazione hanno retto nonostante la pandemia (e anzi mostrano segni di ripresa nel caso dell’imprenditoria femminile e giovanile) ma, secondo gli addetti del mestiere, il tracollo è vicino. E, in sostanza, coinciderà con la fine dello stato di emergenza (31 marzo).
«La tempesta perfetta arriverà entro Pasqua, nel primo trimestre di quest’anno», avverte Franco Brogi, presidente regionale Fiepet Confesercenti e titolare di un pub a Certaldo, dove tra l’altro negli ultimi mesi sono chiuse due attività storiche (il bar Rossi e la pizzeria Il Delfino) e altre hanno cambiato gestione. Ancora Brogi. «Arriveranno tutti insieme debiti e affitti arretrati, poi ci metti il boom delle bollette e delle materie prime, e ancora gli zero aiuti arrivati negli ultimi mesi e la mancanza di clienti. Nelle prossime settimane ci saranno altre chiusure, anche di attività che andavano bene prima della pandemia». È della stessa idea Ilaria Scarselli, presidente Confesercenti dell’Empolese Valdelsa: «Abbiamo tante accette sulle nostre teste. E anche i saldi non sono andati affatto bene, veniamo da due mesi di lockdown de facto, con pochissimi clienti. Soffre molto il settore dell’abbigliamento e anche quello della ristorazione, le vendite sono ridotte e i costi di gestione sono diventati insopportabili. È davvero dura andare avanti in questo modo, rischiamo di far diventare deserti i nostri centri storici e di perdere un patrimonio umano e di conoscenze».
Eppure nel 2021 il tessuto economico si è salvato, grazie ai costi minimi sul capo delle attività (che per lunghi periodi sono rimaste chiuse), alla cassa integrazione per chi ha i dipendenti e ai ristori di Stato. E anzi giovani, donne e stranieri (soprattutto nel campo dell’edilizia) hanno rischiato e avviato un impresa. Il saldo tra aperture e chiusure è positivo: +66 per le aziende al femminile e +231 per i giovani (principalmente nel commercio e nei servizi), +146 anche per le ditte guidate da persone straniere.
«Dalla ricognizione fatta alla fine di novembre emergeva uno scenario di ripresa, poi l’aumento dei contagi e il ritorno a un lockdown de facto, e anche i saldi che non sono mai partiti, ci hanno mandato ancora di più in affanno», afferma Eros Condelli, presidente Confesercenti Empoli. Aggiunge: «In media la nostre imprese hanno avuto un calo di fatturato del 40%, ci stiamo indebitando sempre di più ma questi soldi vanno restituiti. Ci chiediamo cosa ha fatto il Governo per aiutare le microimprese, vero tessuto economico di questo territorio e non soltanto».
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