Il Tirreno

Empoli

Stipendio dei sindaci: a Certaldo è scontro sull’aumento

Giacomo Bertelli
Il consiglio comunale di Certaldo
◗
Il consiglio comunale di Certaldo

Il vicesindaco Dei: «Indennità meritate altrimenti più incapaci al potere». L’opposizione: «Momento inopportuno, bene Livorno che non ne usufruirà»

3 MINUTI DI LETTURA





Certaldo.  Il tema dell’aumento dell’indennità della giunta guidata dal sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, ha generato nel recente consiglio comunale una vera e propria spaccatura fra la maggioranza e l’opposizione. Il punto della discordia è stato il momento dell’attuazione, in un frangente nel quale anche la comunità locale sta vivendo un momento complicato, di fronte ad una pioggia di rincari, fra bollette e carburante per le autovetture. Da una parte la maggioranza, che ritiene legittimo questo aumento, recepito dalla legge di bilancio dello Stato, come strumento per premiare le competenze e le responsabilità crescenti. Dall’altra parte l’opposizione non contraria al provvedimento in quanto tale, ma riluttante per la scelta del momento in cui dovrebbe essere applicato. Si è generata così una lunga discussione che tra l’altro includeva in questa variazione di bilancio altri temi, dal verde fino ad un intervento per una frana nella frazione di Marcialla.

Il vicesindaco, Francesco Dei, su questo tema, parla di una indennità più che meritata, coperta da un contributo dello Stato. È stato poi il turno del capogruppo della Lega, Damiano Baldini: «Non c’è obbligo per una adozione immediata, essendo a discrezione dell’ente. Penso al Comune di Livorno che in un momento così difficile ha deciso di non usufruire di questa possibilità, siamo ancora in uno stato di emergenza e anche se siamo di fronte a piccole somme, le persone non possono chiudere un occhio». Il consigliere del gruppo misto, Emmanuele Nencini, non si capacita di questa decisione statale: «Le persone hanno difficoltà ad andare avanti e lo Stato si preoccupa di fare un simile gesto. Io riconosco i meriti di questa giunta ma non condivido la decisione in questo momento». Il vicesindaco Dei ha cercato di spiegare il perché di questa adesione: «Se ne parlava da molti anni e in questo momento i sindaci hanno pagato maggiormente in termini di responsabilità rispetto ad altre figure politiche che hanno indennità più alte, come i parlamentari. Se non interveniamo adesso, ci saranno ancora più incapaci al potere, perché un professionista non deciderà di scendere in politica. Non serve solo l’onestà, occorrono anche le competenze. Noi aderiamo convintamente, si tratta di una misura di civiltà politica».

Il consigliere del gruppo misto, Stefano Giannoni, auspicava altre misure: «Servivano tutele legali ed assicurazioni, non un provvedimento come questo. Il nostro tempo deve essere pagato ma in questo momento anche un leggero aumento non passa inosservato”. Il consigliere del Pd, Giuseppe Lombardo, invece reputa questo il momento giusto: «Quando si decide di intervenire allora significa che il provvedimento è opportuno». Sulla stessa linea d’onda la capogruppo del Partito Democratico, Cristina Scardigli. Ha chiuso il dibattito il sindaco, Giacomo Cucini: «Ci siamo messi a disposizione 24 ore su 24 durante la pandemia per i cittadini. Questo è un provvedimento che va nella direzione di rendere maggiormente eque la responsabilità degli amministratori locali». Il provvedimento così è passato di fronte a una maggioranza compatta, con il parere contrario della Lega e dei due consiglieri del gruppo misto.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze