Il Tirreno

Empoli

IL FENOMENO

Scatta l’allarme lupi: avvistamenti a Vinci e a Ponte a Elsa Come comportarsi

Cristian De Carlo
Un lupo ferito che viene curato (foto d’archivio)
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Un lupo ferito che viene curato (foto d’archivio)

Tracce del passaggio di questi animali anche a Capraia e sulla Francigena. Gli esperti: «Non attaccano l’uomo»

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EMPOLI. Da qualche tempo si moltiplicano i video di lupi che si avvicinano sempre di più alle abitazioni. Ultimo episodio, un branco di 5-6 lupi avvistato nella campagna di Vinci.

Negli ultimi 40 anni si è assistito ad una marcata espansione del lupo nel nostro Paese, favorita da alcuni fattori convergenti. I cambiamenti socio-economici nelle aree montane che hanno determinato da un lato una diminuzione della persecuzione diretta del lupo e dall’altro un incremento delle sue prede naturali; l’ecologia di questa specie, che prevede che i giovani che si emancipano dal nucleo familiare compiano spostamenti di dispersione anche molto lunghi, alla ricerca di territori non ancora occupati da nuclei stabili di lupi. Di recente, sono state avvistate tracce di lupi nei boschi di Capraia e Limite e nella zona della Valdelsa, sulla via Francigena, tra San Miniato e Ponte a Elsa. «Già una decina di anni fa ho chiesto se fossero presenti i lupi nelle nostre zone – dice l’attivista di Legambiente Marco Boldrini – mi è stato risposto che il Montalbano è per i lupi il collegamneto tra i boschi degli Appenini Emiliani e la Maremma. Ho trovato spesso escrementi di lupi sulle strade, soprattutto agli incroci e quelli non sono altro che delimitazioni del territorio di un branco». «Secondo le mie conoscenze - aggiunge - il lupo non è un pericolo per l'uomo. Negli ultimi 200 anni non c'è stato attacco all'uomo. Il lupo si avvicina alle abitazioni perché trova cibo lasciato per animali domestici. Se il lupo è passato già da quel luogo e ha trovato cibo, se lo ricorda e passa nuovamente. Non dovremmo mai lasciare cibo fuori agli animali domestici altrimenti rischiamo questo fenomeno».

Spiega Lapo Baldini, direttore di Cia Toscana: «I Lupi sono in incremento, e si avvicinano sempre di più alle abitazioni perché rincorrono le loro prede: greggi, caprini, ma soprattutto la selvaggina come caprioli e cinghiali che si spostano. Io non sono uno zoologo e quindi non posso essere certo che non sono pericolosi per l'uomo, non mi ci vorrei trovare faccia a faccia, magari ci sono ibridi che hanno discendenza genetica con il cane e quindi si fanno avvicinare più facilmente. I lupi hanno fatto anche ingenti danni all'agricoltura. Per esempio se un lupo si è avvicinato ad un gregge di pecore, si sono spaventate e hanno subito uno shock che per qualche giorno non le ha fatto produrre latte e questo ha provocato danni all'agricoltore proprietario del gregge».

Interviene anche alessio bartolini del Centro di ricerca e documentazione del Padule di Fucecchio. «Il lupo non costituisce una minaccia per l’uomo - afferma - non solo non rientriamo fra le sue prede, ma suscitiamo in lui un forte timore istintivo. Se si avvistano uno o più lupi in lontananza, il consiglio è di rimanere in silenzio senza interferire con gli animali. Anche nel caso di un incontro ravvicinato la raccomandazione è quella di restare fermi, per dare il tempo all’animale di allontanarsi. Questo vale anche nel caso (più probabile) di incontro lungo una strada quando viaggiamo in macchina. Se un lupo dovesse mostrare confidenza e cercare il contatto, bisogna segnalare immediatamente l’accaduto alle autorità competenti, trattandosi di un atteggiamento del tutto eccezionale». Conclude Bartolini: «Da oltre un secolo in Italia non si verificano aggressioni a persone, ma il discorso cambia se si considerano gli animali domestici. Nel caso di allevamenti per fortuna vi è una generale tendenza ad assumere misure efficaci di protezione del bestiame, che riducono i danni e la conflittualità».

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