Il dolore
Il caso-concorso a“Mi manda Raitre”
La trasmissione si sta occupando dei ricorsi presentati e delle problematiche emerse sulla prova di informatica
EMPOLI. Ancora è bloccata la procedura sul concorso del Comune che deve vedere l’assunzione di sei profili amministrativi. E su questo ha deciso di dedicare una puntata la trasmissione televisiva “Mi manda Rai Tre”. Ieri mattina la troupe era in città per fare alcune interviste.
Sono stati fatti ricorsi al difensore civico, segnalazioni all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e al ministero della pubblica amministrazione a causa di un quiz di informatica che ha prodotto la prima criticità. E a ruota ne sono emerse altre. Il concorso, curato da una società esterna, è partito a novembre ed è stato svolto da remoto. Dei 1026 candidati se ne sono presentati 518 divisi poi in sei sessioni. I candidato dovevano rispondere a una trentina di domande. Tra queste c’erano i due quiz cosiddetti di sbarramento, inglese e informatica, che non possono essere sbagliati perché altrimenti scatta l’esclusione dal concorso.
Nella seconda sessione, per il quiz di informatica, è stato posto un quesito che, sostanzialmente, aveva due risposte corrette. Da qui ci sono state contestazioni da parte di alcuni partecipanti al concorso. Il Comune allora ha deciso di ammettere non solo chi aveva dato la risposta indicata come corretta ma anche chi aveva sbarrato quella non indicata ma comunque giusta nella sostanza. A questo punto è stato presentato un ricorso al difensore civico anche da coloro che avevano scelto la risposta non corretta in assoluto perché sarebbe stati tratti in inganno dalla possibilità di rispondere in maniera corretta sbarrando due caselle. L’amministrazione ha deciso di continuare facendo ripetere il quiz di informatica a tutti i candidati del gruppo.
La prova è stata ripetuta a fine dicembre: due minuti sempre in modalità online. Il risultato è che 53 candidati su 56 hanno dato una risposta sbagliata. Da qui le proteste della gran parte dei concorrenti che non sono stati ritenuti idonei. Tra l’altro molti di loro la prima volta avevano dato una risposta giusta e ora si trovano fuori. Per l’ente non ci sarebbero irregolarità e per la ditta incaricata del concorso la procedura applicata sarebbe corretta. Ma intanto la graduatoria non è stata pubblicata. Dal canto sui il difensore civico, Sandro Vannini, ha informato il Comune che: «Il fatto che quasi tutti abbiano sbagliato la risposta fa sorgere quantomeno il dubbio che nei quiz somministrati durante la ripetizione della prova si siano verificate ulteriori criticità – ha spiegato – Ci è quindi doveroso chiedere al Comune di considerare soluzioni per il ripristino della parità di trattamento tra candidati compresa la eventualità di ripetere la procedura».
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