Sicurezza
Commemorati Falco e Ceravolo a 47 anni dal loro assassinio
EMPOLI. Sono passati 47 anni da quel tragico giorno che ferì in maniera indelebile Empoli e la sua comunità. Era il 24 gennaio 1975 quando Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo, rispettivamente brigadiere e appuntato della polizia, rimasero vittime del terrorista Mario Tuti, alle 20.45, durante una perquisizione effettuata a casa dello stesso e condotta nell’ambito di un’inchiesta sul Fronte nazionale rivoluzionario, una delle sigle del terrorismo neofascista. C’era anche l’appuntato Arturo Rocca che rimase ferito.
Ieri mattina nel cortile del commissariato, in piazza Gramsci, al monumento ai caduti, il bassorilievo in marmo realizzato da Gino Terreni, si è svolta la commemorazione. La città di Empoli ha partecipato con il gonfalone civico e per l’amministrazione comunale, l’assessore Antonio Ponzo Pellegrini e il presidente del consiglio comunale, Alessio Mantellassi. Presenti il vicario del prefetto, Grazia La Fauci, il questore Maurizio Auriemma, la presidente del Tribunale di Firenze, Marilena Rizzo, le più alte cariche delle forze dell’ordine, toscane e provinciali, i familiari, l’associazione polizia di stato. Alle 10.15 è stata deposta una corona di alloro al cippo commemorativo e alle 10.30 è stata celebrata la messa in suffragio dei caduti, alla Madonna del Pozzo, in piazza della Vittoria, officiata dal cappellano provinciale della polizia, monsignor Luigi Innocenti che si è conclusa con il silenzio suonato dal maestro trombettista della Croce Rossa, corpo militare. Al termine tutti i presenti sono andati in viale Boccaccio 25 per lasciare un mazzo di fiori dove è stata incastonata una pietra d’inciampo nel luogo dove vennero uccisi i due agenti. A loro è stata conferita la medaglia d’oro al merito civile, il 12 maggio 2004, intitolata una strada della città di Empoli, oltre al monumento e alla pietra d’inciampo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
