Il Tirreno

Empoli

La provocazione della fioraia contro gli aumenti in bolletta: «Vendo un rene allo Stato»

Lucia Aterini
La provocazione della fioraia contro gli aumenti in bolletta: «Vendo un rene allo Stato»

Cartello tra l’ironico e il polemico in un negozio di Pontorme a metterlo Linda Bargellini: «Così avanti solo la grande distribuzione» 

2 MINUTI DI LETTURA





Una provocazione in un momento in cui le preoccupazione sono tante. E non solo legate alla salute per la pandemia. Linda Bargellini, fioraia di Pontorme, ha messo un cartello provocatorio nel suo negozio con questa scritta: “La fioraia vende un rene allo Stato per sopravvivere ai rincari di utenze che uccidono definitivamente le piccole botteghe”. Certo Linda non vuol vendere nessun suo organo ma lancia un specie di slogan per stimolare un dibattito di fronte a una situazione sempre più difficile. E non solo a livello suo personale come commerciante empolese.

Usa l’arma dell’ironia e del coraggio, come scrive in questo cartellone, che ha realizzato «per testimoniare che in questo momento stanno morendo i piccoli negozi di quartiere, di paese per dare spazio solo alla grande distribuzione».

Linda, proprietaria del negozio “I fiori di Linda”, si è rimessa in gioco a 40 anni perché « Prima lavoravo per una cooperativa con ragazzi disabili – racconta –amavo il mio lavoro e sono stata sempre nel settore del sociale anche per i valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. Poi, sempre con la cooperativa ho cominciato in questo negozio dopo che si erano ritirati i vecchi proprietari. Ma la cooperativa fu poi costretta a chiudere il negozio di fiori, a me dispiaceva perché avevo scoperto la passione per i fiori. E decisi di provarci. Ho aperto il primo febbraio 2018 e sono partita solo con le mie forze». L’entusiasmo non le è mancato ma gli ultimi due anni sono stati molto difficili. «Ora è impossibile portare avanti passioni e sogni, l’ artigianato scompare e va avanti solo la grande dimensione».

«La bolletta della luce che mi arriverà sarà di 700 o 800 e mi costringerà a chiudere – va avanti – Già nell’ultima fattura mi sono arrivate 120 euro in più». E aggiunge: «Come facciamo ad andare avanti? C’è povertà nelle famiglie e il peggio deve ancora arrivare, non è vero che la situazione sta migliorando come ci raccontano».

« Questo discorso non vale per me – va avanti – ma anche per tutti i miei colleghi che sono in difficoltà e le tante famiglie che hanno perso il lavoro. Non c’è uno Stato che garantisce la dignità alle persone. E anche questa amministrazione comunale non fa abbastanza per le famiglie che hanno grossi problemi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web