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L’hospice S. Martino si converte ai pazienti Covid Parte la protesta

Marco Pagli
L’hospice S. Martino si converte ai pazienti Covid Parte la protesta

Contro questa destinazione i consiglieri di Buongiorno Empoli: «La nostra zona sta pagando prezzi alti per la cattiva politica» 

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EMPOLI. L’hospice San Martino di Empoli è stato convertito in una struttura Covid. A causa della nuova ondata pandemica, che ha imposto una riorganizzazione degli spazi a disposizione dell’Asl Toscana Centro, il centro empolese è stato dedicato ai pazienti che risultano positivi al virus.

L’azienda sanitaria, attraverso la direttrice dell’Area assistenza territoriale e di continuità Valeria Dubini, precisa che «la scelta è legata alla situazione contingente e che ha l’obiettivo di valorizzare il territorio in un’ottica di rete e di garantire un’adeguata assistenza ai pazienti». La decisione, tuttavia, ha già scatenato alcune polemiche sul territorio, con i consiglieri di Buongiorno Empoli - Beatrice Cioni e Leonardo Masi - che hanno presentato un ordine del giorno in merito per il prossimo consiglio comunale. La nuova “destinazione” dell’hospice di via Volta è stata avviata all’inizio di gennaio. Questo, infatti, è diventato il punto di riferimento per pazienti Covid che rientrano in un percorso di cure palliative. Ad oggi otto dei dieci posti letto sono già occupati. La scelta, tuttavia, finora non era stata comunicata all’esterno dall’Asl. E pazienti e famiglie che in questi giorni hanno richiesto un nuovo accesso alla struttura sono state informate direttamente dai sanitari sulle nuove direttive. Ai malati con patologie in fase avanzata e terminale negativi al Covid sono state proposte soluzioni diverse, come ad esempio le Oblate e San Felice a Ema nell’area fiorentina, l’hospice “Il Fiore di primavera” a Prato e “La Limonaia” a Lamporecchio. Una novità che, come accennato, non è andata giù ai consiglieri comunali di Buongiorno Empoli. «La nostra zona sta pagando prezzi alti in termini di sanità territoriale che è impoverita dalla cattiva politica più che dalla pandemia – spiegano Cioni e Masi – l’hospice è molto importante per il nostro territorio. Da due anni siamo tutti interessati dalla pandemia, con picchi e ondate e con tutto il carico di sofferenza e di stress che questa situazione ha comportato. Ancora non ne siamo fuori, ma la Regione Toscana continua a esaltare la propria capacità di dare risposte strutturali e durature invece che emergenziali. Che senso ha allora privare le cittadine e i cittadini di un territorio di un servizio essenziale come quello di accompagnamento dignitoso nel fine vita? Nell’ordine del giorno chiediamo alle autorità competenti il ripristino di questo servizio». Gli hospice sono strutture specialistiche territoriali di ricovero. Possono accogliere, in regime di ricovero ordinario o giornaliero, i pazienti che si avvalgono del servizio di cure palliative. Si tratta di luoghi di cura il più possibile simili allo spazio domestico, al cui interno vengono collocate al primo posto la qualità della vita e la dignità della persona malata e dei suoi familiari. In quello empolese, inaugurato nel settembre 2020, in questi giorni sono stati razionalizzati gli spazi, creati percorsi differenziati per garantire la sicurezza di operatori e pazienti e formato il personale. «Tale scelta, unica in Toscana e fra le poche in Italia – sottolinea Andrea Messeri, direttore coordinamento aziendale cure palliative – è principalmente motivata dalla convinzione che una struttura pubblica chiamata alla tutela della salute agisce nell'interesse dei pazienti e della comunità e deve per questo avere la capacità di farsi carico in maniera flessibile e rapida delle criticità emergenti La decisione di rendere la struttura di Empoli un “Covid Hospice” è motivata dal fatto che si presta bene ad essere un luogo di accoglienza per i pazienti Covid eleggibili alle cure palliative e non gestibili a domicilio».

Marco Pagli

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