La protesta
La Città del Natale salva il commercio «Ma siamo tornati in piena crisi»
Molto fiacco anche il periodo dei saldi, partito il 5 gennaio Confesercenti torna a chiedere ristori e aiuti sugli affitti
Luca Signorini
empoli. La Città del Natale, le sue attrazioni e i suoi mercatini, come àncora di salvataggio per il mondo del commercio cittadino. Non ci fosse stato l’evento, per parecchi negozi del centro storico (e figuriamoci della periferia) sarebbe stato difficile schivare il colpo durissimo inferto al settore dall’emergenza sanitaria che ormai dura da due anni.
Secondo un primo bilancio di Confesercenti, il Natale a Empoli - la manifestazione si è aperta il 13 novembre e si concluderà domenica, dopo oltre un mese - ha portato in città oltre 600.000 visitatori in totale, «puntavamo alle 650.000 presenze, non ci siamo andati lontano, purtroppo il meteo a volte ci ha fatto lo sgambetto, altrimenti superavamo quel numero», sottolinea Eros Condelli, presidente di Confesercenti Empoli.
Le buone notizie però finiscono qui. Perché, esaurita ormai l’onda lunga della manifestazione, il Covid-19 è tornato a fare paura, i contagi sono aumentati e neppure il periodo di saldi, che si è aperto il 5 gennaio e terminerà a fine febbraio, ha contribuito a riportare persone in centro a fare acquisti nei negozi. «La partenza dei saldi in pratica non si è vista», dice Condelli. Che lancia un nuovo grido di allarme. «Bar, ristoranti, hotel e tutto il commercio di vicinato: siamo nuovamente in piena crisi dovuta alla pandemia. Perciò, oltre al fronte sanitario, è necessario tenere in considerazione l'aspetto economico e mettere in campo misure per la tenuta delle imprese». Le richieste avanzate da Confesercenti sono l’attivazione della cassa integrazione per i dipendenti, il credito d’imposta per i canoni di affitto, calmierare l’aumento delle bollette di luce, acqua e gas, prorogare le scadenze fiscali «che stanno per abbattersi sulle spalle degli imprenditori».
Dalle voci dei commercianti nessuno esulta. Così Enzo Nigi dello storico negozio di abbigliamento di via Ridolfi: «Siamo in una sorta di lockdown mascherato, c’è poco movimento e pochi acquisti. Le persone non hanno voglia di shopping. La situazione è ancora molto condizionata dalla pandemia». Aggiunge: «Per fortuna c’è stata la Città del Natale, è un bel progetto che ha dato nuova immagine ad Empoli. Noi abbiamo fatto il massimo per il periodo che stiamo passando».
«Abbiamo notato un calo evidente dei clienti da un paio di settimane, proprio in concomitanza con i saldi - dice Lucia Vocino del negozio Tani ’ 59 rosso di via del Giglio - ci sono molte meno persone in giro, gli sconti non attirano. La Città del Natale ci ha salvato nell’ultimo periodo». Lo shopping è fiacco da tempo. «Ci aspettavamo un boom con i saldi, invece niente, il Covid purtroppo si fa sentire anche quest’anno - afferma Alessia Caponero di Calliope, sempre in via del Giglio - lavoriamo abbastanza bene durante il fine settimana, ma negli altri giorni poco o niente».
Qualcuno va in controtendenza. E la sua condizione è legata alla situazione che stiamo vivendo. Si tratta del negozio Giunti abbigliamento di via Giuntini, fuori dal centro cittadino: si trova di fronte alla struttura della Fondazione Sesa nella quale dall’aprile scorso è stato aperto il centro vaccinale della città. «Non ci possiamo lamentare per le vendite: ogni giorno passano di qui un migliaio di persone circa, se anche l’1% entra in negozio abbiamo un ottimo riscontro», dicono da Giunti. La battuta fotografa la situazione che stiamo passando.
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