Il Tirreno

Empoli

«Non si può avere una circolare al giorno»

Giacomo Bertelli

I medici di famiglia: «Siamo al collasso, non possiamo curare i nostri pazienti». E la protesta delle “coccarde gialle” continua

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Giacomo Bertelli

EMPOLI. Una pioggia di adesioni e sostegno ai medici dell’Empolese Valdelsa per la protesta della “coccarda gialla”, simbolo della necessità di un aiuto concreto e immediato per seguire i loro pazienti, fra il Covid e tutte le richieste ordinarie. Una “coccarda gialla” che sta comparendo alle porte degli ambulatori. Un simbolo con lo stesso colore usato dalle navi che arrivavano nei porti dopo le quarantene.

La medicina generale territoriale ha alzato simbolicamente la bandiera bianca, come recita il messaggio in rete di tanti medici, che sono allo strenuo delle forze.

Fra di loro non manca anche qualcuno che è in malattia, in quanto la fatica e la mole di lavoro di questi mesi, sta minando le loro condizioni di salute dopo quasi due anni di pandemia.

In sostanza chiedono aiuto, dalla regione fino al governo, per assistere al meglio i pazienti e poterli curare anche a domicilio, in un momento in cui sembra regnare la confusione.

Decine le lamentele, la necessità di fare rete e condividere i problemi comuni, questo in due anni di pandemia, di impegno portato avanti dai medici i quali adesso vogliono dichiarare pubblicamente il loro pensiero di fronte a una situazione che è letteralmente fuori controllo rispetto alla possibilità di curare i pazienti sul territorio.

Il dottor Alberto Tubini di Empoli esercita da 40 anni, una lunga esperienza al servizio dei cittadini. Anche lui nel suo percorso ha affrontato molte sfide e battaglie ma questa sembra essere una lotta insormontabile: «È chiaro che chi ci comanda non riesce a governare e a sostenere questa situazione. L’unica luce in mezzo a questo delicato momento è stato rappresentato dall’ingresso di un militare nella gestione dei vaccini». Il riferimento è ovviamente al generale Francesco Paolo Figliuolo.

L’attenzione del medico poi si sposta sul tema del rapporto fra i pazienti, il medico e le continue comunicazioni, le procedure che cambiano ogni giorno: «Non possiamo avere una circolare ogni giorno che passa – spiega il dottor Tubini – I nostri pazienti, così come noi, sono letteralmente disorientati».

E aggiunge:« Noi poi allo stesso tempo, con il tracciamento saltato, rischiamo di avere in ambulatorio positivi in attesa, i quali, a loro insaputa potrebbero trasmettere il Covid agli altri. Stanno arrivando informazioni al cittadino che mutano costantemente e questo genera confusione. È chiaro il tentativo di affossare la sanità pubblica».

Il riferimento è ai cambiamenti repentini che riguardano il tracciamento dei positivi e il disco verde per consentire agli stessi, una volta che i contagiati si sono negativizzati, di avere in breve tempo il green pass».

Alcuni medici poi nell’Empolese Valdelsa hanno chiesto anch un periodo di pausa per ricaricare le batterie ma hanno già comunque aderito alla coccarda gialla, ricevendo il plauso e la vicinanza di tanti pazienti, i quali sono ben consapevoli di tutti i problemi che stanno affrontando i loro medici.

«Non si può raccontare a parole quanto sta accadendo. Stiamo viaggiando ad una media di telefonate semplicemente insostenibile, dove un professionista deve fare una scelta. Lavorare o stare al telefono – è il commento di molti – Dall'altra parte della cornetta però vi sono persone, famiglie ed amici, come si può dire di no».

E aggiungono ancora i professionisti: Molte telefonate che riceviamo sono di persone che chiedono rassicurazioni, comprensione, tutte tematiche che esulano anche dal Covid, ma che fanno capire la richiesta di aiuto che arriva dai cittadini».

« Il sistema – vanno avanti – è letteralmente ingolfato e le persone sono disorientate come purtroppo lo siamo anche noi».

Una suoneria che echeggia nella stanza anche 200 volte al giorno. Questo accade alla gran parte di loro. Qualcuno è anche in malattia, lontano per qualche giorno da una situazione ingarbugliata dove le fatiche rischiano di compromettere il rapporto con la stessa famiglia e quindi anche la capacità di rispondere come sempre accade alle richieste dei pazienti.

Il medico empolese, Iacopo Periti, è sulla stessa linea d’onda: «Occorre capire ancora una volta l’importanza della medicina territoriale, perché in questo momento sta giocando un ruolo necessario in questa pandemia. Bisogna fare scelte importanti e capire se bisogna lavorare oppure spegnere il telefono. Basterebbero esempi come questi per far capire la delicata situazione che stiamo vivendo».

E aggiunge: «Negli ultimi 15 giorni la situazione è peggiorata in maniera tale che non possiamo assistere i pazienti malati. I nostri pazienti si rivolgono a noi perché non vengono contattate da nessuno, la Regione continua a cambiare le procedure».

Conclude Periti: « Una settimana fa la Toscana aveva deciso per l’invio di sms da parte della Regione, poi da domenica siamo passati all’autosegnalazione su portale regionale proprio perché il sistema è collassato. Come si fa a sostenere in questo modo un istema dove ci sono da gestire decine e decine di migliaia di malati?»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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