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Scomparso a 93 anni il baritono Carlo Meliciani

Scomparso a 93 anni il baritono Carlo Meliciani

Aveva problemi di salute È stato un protagonista della musica lirica  a livello internazionale  per più di trent’anni

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EMPOLI. Scomparso a 93 anni il baritono Carlo Meliciani che viveva a Empoli con la moglie Laura Londi, anche lei artista e soprano di grande livello. Meliciani aveva problemi di salute e giovedì c’è stato un peggioramento.

Un grande lutto per la lirica italiana perché Meliciani, nato nel 1929 in un paese della provincia di Arezzo, è stato un protagonista dei palcoscenici di tutto il mondo dal 1950 fino all’inizio degli anni Ottanta. Nel 1954 vinse il concorso Aslico con “I Pagliacci”. E da quel momento ha realizzato una grande carriera artistica. Ha lavorato in tutti i teatri italiani, da Torino a Roma, a Napoli. Fu scritturato per venti anni consecutivi dal Teatro alla Scala (1959-1980).

Negli anni Sessanta il Times lo definì come uno dei migliori baritoni italiani che si erano esibiti in Gran Bretagna dopo la guerra.

Dopo il suo ritiro dalle scene si era trasferito a Empoli, vicino al luogo di provenienza della moglie Laura, originaria di Signa. Una persona riservata, così lo descrivono in città. Andava alla messa alla Madonna del Pozzo e aveva partecipato ad alcuni concerti in Collegiata.

«Mi ricordo che nel 2019 partecipò anche alla Traviata in piazza Farinata», ricorda Lorenzo Ancillotti, organista della Collegiata. Meliciani aveva comunque, continuato a seguire i suoi allievi spiegando che «l’insegnamento gli aveva dato grande soddisfazione». Il baritono Luca Salsi era un suo allievo. Che infatti ha scritto un lungo ricordo: «Se n’è andato per sempre il maestro Carlo Meliciani, colui che più di tutti ha impattato positivamente sulla mia formazione tecnico-vocale, facendomi la radiografia in pochi minuti e dicendomi finalmente cosa fare e cosa non fare per cantare con facilità. Se non l’avessi conosciuto, niente di tutto questo che vedete oggi sarei stato in grado di realizzare, non avrei avuto la “certezza” di fare bene, quella certezza che solo lui mi ha saputo dare in poche lezioni, fatte tra l’altro in un periodo della mia vita non particolarmente facile. Aveva fatto oltre 500 recite nel difficilissimo ruolo di Rigoletto, quello che normalmente spacca le voci di molti baritoni, per la difficoltà tecnica e pesantezza orchestrale». «Un uomo simpaticissimo, di una umiltà disarmante mista a grande competenza tecnica – ha continuato – avrei voluto avere ancora il piacere di dargli un ultimo saluto, per potergli raccontare un po’ di quello che sto facendo oggi grazie a lui ma in questi due anni così assurdi tutto è cambiato. Ci sono delle persone mandate da Dio in questo pianeta, che hanno avuto il compito di portare tanto bene alle persone e che sono state capaci di impattare in modo devastante (solo in positivo) nella vita di altre, il maestro Carlo Meliciani è stato uno di loro».

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