Gioco
«Faremo rinascere la Villa di Canonica»: mobilitazione per la struttura
Un gruppo di residenti e di associazioni è al lavoro contro l’abbandono del complesso di proprietà comunale
CERTALDO. Un processo di partecipazione dal basso per recuperare la villa di Canonica, immobile ormai abbandonato di proprietà pubblica e dove tutti i tentativi di salvarlo e dargli nuova vita sono naufragati.
È questo il progetto che è stato messo in campo dal progetto “Semi per la villa”, che vede in campo un gruppo di associazioni e cittadini che si sono ritrovate nelle scorse settimane a Certaldo. Fra i tanti progetti spicca quello della villa di Canonica dove si intende non solo l’edificio principale ma l’intero complesso di spazi che include il territorio circostante e 7 fabbricati.
Si ipotizzano strutture di cohousing, turismo sostenibile, spazi accessibili a tutte le categorie di persone, cultura, laboratori di riciclo, spazi per bambini, giovani, studenti, scuole di arti e mestieri e permacoltura.
Un impegno che ha visto tali cittadini ed associazioni incontrare le parti politiche, dalla maggioranza fino all’opposizione, oltre che lo stesso sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini. La villa di Canonica infatti, come spiegato da alcune ricerche condotte da Maria Merlini, avrebbe avuto anche precise indicazioni sul suo futuro una volta donata al Comune di Certaldo, come quella di essere usata come collegio agricolo “a quegli orfani che intendessero darsi alla carriera di agricoltore”. Questo recita l'atto di accettazione del 21 maggio 1955.
Un documento storico dal grande valore per chi sta cercando, tramite l’aiuto di associazioni e cittadini, di imprimere forza alla ricostruzione e cercare una volta per tutte di recuperare questo immenso patrimonio. Perché la villa di Canonica è stata per anni nell’occhio del ciclone della politica e delle istituzioni ma ad oggi, l’unica cosa certa, è il totale stato di abbandono e degrado che vi è all’interno e attorno alla villa.
Sono stati spesi soldi pubblici per cercare di recuperare i locali, grazie alla collaborazione con l’università di Firenze, coinvolgendo studenti e personale che veniva preparato dai corsi dell’Asev. Progetti che navigavano a vista considerate le esigue risorse messe a disposizione da parte dell’amministrazione comunale, ben consapevole del fatto che per il recupero effettivo della villa sarebbero serviti milioni di euro. Un progetto che, come recitava un pannello informativo poi rimosso, era in itinere. Nel silenzio generale poi l’intero progetto venne interrotto, il cantiere abbandonato e un timido segnale di ripresa venne da una nuova collaborazione con il Demanio per cercare di collocare sul mercato di imprenditori italiani e stranieri l’immobile. Annunci che però non trovarono acquirenti interessati.
Così i soldi spesi furono vani, in quanto i teloni che coprivano la villa sono stati rimossi e gli edifici adiacenti dove sono stati fatti interventi, adesso risentono dell’ulteriore abbandono. In questo difficile contesto il sindaco di Certaldo ha ricevuto una lettera d’intenti da parte degli stessi cittadini, dove figurano volti noti fra l'associazionismo locale, come Antonella Ninci e Carla Benedetti. Il sindaco ha deciso di rispondere così alle sollecitazioni arrivate: «Con l'esperienza del parco Libera Tutti il nostro territorio ha potuto toccare con mano che la progettazione dal basso, con un coinvolgimento attivo di associazioni e cittadini, è una cosa possibile e realizzabile. La Villa di Canonica rappresenta sicuramente una sfida ben più complessa e ambiziosa. Ho espresso loro le enormi difficoltà. L’amministrazione nel corso degli anni ha valutato e intrapreso più strade per il recupero, soprattutto cercando nel mercato privato, interlocutori in grado di riqualificarla. Adesso con il piano nazionale di ripresa e resilienza si possono aprire nuove prospettive. Questo tavolo di lavoro sarà sostenuto ed accompagnato dall’amministrazione comunale di Certaldo».
Giacomo Bertelli
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