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Sette artisti contro il Keu: murale alla Vela Hack

Marco Pagli
Sette artisti contro il Keu: murale alla Vela Hack

Writer toscani hanno voluto dedicare le loro opere contro l’inquinamento sulla 429: «Abbiamo testimoniato la nostra vicinanza alle rivendicazioni dei residenti» 

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EMPOLI. Artisti da tutta la Toscana - e oltre - per tenere accesi i riflettori sulla vicenda Keu.

C’è chi è arrivato da Pisa, chi da Viareggio, altri da Firenze e uno addirittura da Genova: sette writer hanno voluto dedicare una propria opera al disastro ambientale che si è consumato lungo la strada 429.

L’iniziativa, coordinata da alcuni artisti empolesi, è stata realizzato sull’intero muro esterno della Vela Margherita Hack della frazione di Avane, a Empoli.

Mostri mutanti, paesaggi contaminati e anche un Braccio di Ferro che al posto dei celebri spinaci è costretto a mangiarsi, schifato, un barattolo pieno di Keu.

Ciascuno dei disegnatori ha voluto rappresentare a proprio modo l’adesione ad una battaglia per la difesa della sicurezza ambientale e della salute pubblica che negli ultimi mesi ha toccato fortemente l’Empolese Valdelsa.

Tanto che la stessa Assemblea permanente No Keu, che si è costituita nell’aprile scorso sul territorio all’indomani dello scoppio dello scandalo, ha voluto ringraziare gli artisti.

«L’importanza della nostra battaglia – spiegano nel dettaglio dal comitato che si è costituito dopo l’avvio dell’indagine della procura di Firenze nella primavera scorsa – è sentita e vissuta da tutto un territorio e di questo non possiamo che essere felici».

E dal comitato contro l’inquinamento nella zona della strada regionale 429 bis aggiungono: « Grazie a chi porta anche con l’arte le nostre battaglie alte sui muri di questa città».

Quella relativa allo sversamento di ottomila tonnellate di veleni, risultato della lavorazione degli scarti di conceria, sotto la nuova 429 è una vicenda che ha colpito fortemente l’immaginario di chi vive in tutta la Toscana e non solo.

Una vicenda che ha distrutto le vite di centinaia di famiglie che abitano lungo il tracciato della strada, su cui le verifiche dei tecnici hanno rilevato la presenza di sostanze tossiche in concentrazioni spaventose.

«Abbiamo voluto testimoniare la nostra vicinanza alle rivendicazioni dei residenti e di chi in questi mesi ha portato avanti la mobilitazione su questo – racconta ancora Forma, artista locale che ha raccolto le adesioni dei colleghi e organizzato la cosiddetta “murata” – l’arte ha da sempre un risvolto sociale forte e non potrebbe essere altrimenti».

E va avanti ancora l’artista che opera nella nostra zona: « Questa è una brutta vicenda che ha colpito la sensibilità anche di chi non vive su questo territorio, tanto che sono venuti artisti da tutta la Toscana e anche da fuori per mettere a disposizione il proprio lavoro sul tema. È necessario tenere alta l’attenzione affinché si faccia tutto il possibile per risolvere la situazione e ancora di più perché cose così non si ripetano».

Diversi writers che hanno partecipato all’iniziativa hanno voluto rilanciare il proprio messaggio anche attraverso i social network, contribuendo a riaccendere una luce sulla questione.

«Il Keu è morte – ha scritto poi Marco Galli, pittore e disegnatore viareggino – e quello a cui andiamo incontro è l’ennesimo disastro ambientale, uno dei tanti che ultimamente saltano fuori come funghi in Toscana».

E conclude:« I nostri territori non possono diventare parchi divertimento per le speculazioni dei soliti, bisogna fare il possibile perché questa storia non si ripeta».

Marco Pagli

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