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Le rubano il telefono: trentenne accusa un malore dopo il furto

Matteo Leoni
Le rubano il telefono: trentenne accusa un malore dopo il furto

La giovane donna si trovava vicino a piazza Stazione quando ha sentito una leggera pressione sulla giacca

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MONTESPERTOLI. Brutta avventura per una trentunenne di Montespertoli che domenica scorsa ha deciso di passare qualche ora nel centro storico di Firenze insieme a un’amica. La giovane donna infatti è dovuta tornare a casa senza il suo telefono cellulare, che le è stato rubato proprio mentre si accingeva a raggiungere la stazione dei pullman per tornare a casa. Lo choc per il furto subito è stato tale che non si è sentita bene e ha chiamato il 118 col telefono dell’amica, salvo poi annullare l’intervento quando si è resa conto che stava meglio e non aveva nulla di grave. Sull’episodio sono in corso indagini della squadra volante della questura di Firenze. Al vaglio, oltre alla testimonianza della vittima, anche le immagini delle numerose telecamere presenti nella zona. Gli investigatori cercano tre giovani, probabilmente di origine nordafricana. All’inizio la donna non si era accorta di nulla. Era in piazza della Stazione a Firenze e si stava dirigendo con un amica verso il pullman che l’avrebbe riportata a Montespertoli. Camminava sul marciapiede. Nella direzione opposta sopraggiungevano tre giovani di carnagione scura. Quando si sono incrociati ha sentito una pressione sulla giacca, ma in un primo momento non ci ha fatto caso. Un centinaio di metri dopo, colta dal dubbio, ha messo la mano in tasca e l’ha trovata nuova. Il suo smartphone, di marca Oppo, era sparito. Volatilizzati anche i tre giovani, che non sono riusciti a individuare neppure gli agenti delle volanti, avvisati prontamente dalla vittima. I poliziotti hanno ispezionato tutta l’area intorno alla stazione, ma senza trovare nulla. Il furto è avvenuto intorno alle 16,30 di domenica. Ad agire devono essere stati dei veri e propri professionisti del borseggio. La vittima infatti ha raccontato di essere stata solo sfiorata, e di aver avvertito una lievissima pressione all'altezza della tasca. Il tempo di realizzare quello che era avvenuto e i malviventi si erano già dati alla fuga, magari per mettere a segno altri colpi.

Matteo Leoni

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