Il Tirreno

Empoli

la coop dà lavoro a 120 persone 

La ministra Bonetti alla festa per i 20 anni del “Piccolo principe”

V.C.
La ministra Bonetti alla festa per i 20 anni del “Piccolo principe”

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empoli. Venti anni a occuparsi di bambini e giovani adolescenti. La cooperativa “Il piccolo principe” di Empoli va oltre la maggiore età, e per festeggiare ieri ha organizzato un convegno “e-Venti di senso” al teatro “Il momento” in pieno centro storico della città, con interventi online anche della ministra per le pari opportunità e famiglia, Elena Bonetti, e Cristina Grieco, consigliera del ministro dell'istruzione.

Nata nel 2001, la cooperativa sociale si occupa di servizi alla prima infanzia, minori e giovani fino 24-25 anni, i Ciaf di San Miniato e Santa croce, “Il villaggio di Toppile” a Montelupo, a Castelfiorentino la casa famiglia San Martino, e diversi nidi d'infanzia sul territorio. «Il convegno è stato un momento di riflessione collettiva su educazione, famiglia sostenibilità, identità sociale – spiega la direttrice, Roberta Fabbri – con un approccio aristotelico: la nostra identità può essere celebrata solo in relazione con la comunità. Per questo il confronto con la collettività ci è sembrato il miglior modo per festeggiare».

Ma il convegno non è stato solo un momento istituzionale di celebrazione, anzi: molti gli spunti pop, contemporanei, come l'intervento delle due blogger di “Mammadimerda”. «Gli argomenti sono gli stessi – spiega Fabbri – ma affrontati da punti di vista diversi, si può vivere la maternità anche in modo scherzoso. Abbiamo voluto premiare la diversità, voci diverse sugli stessi temi, sguardi differenti sulle stesse tematiche. Volevamo metter su una celebrazione non autoreferenziale e guardare al futuro con altre voci, la diversità aumenta la prospettiva». Anche il presidente della cooperativa, Roberto Beconcini, si dice molto soddisfatto: «Abbiamo fatto le comparse in questo convegno, abbiamo dato spazio al confronto. Anche l'intervento di Alberto Pellai, che è uno psicoterapeuta dell'età evolutiva, ci ha prospettato cosa dobbiamo aspettarci dai ragazzi del futuro, spiegandoci come noi stessi adulti dobbiamo apprezzarci per essere all'altezza di accompagnarli in questo cammino di responsabilità». La cooperativa in questo periodo da lavoro a circa 120 persone, di cui il 95 per cento donne. Un esempio anche di imprenditoria femminile che funziona, perché «si può fare, di mettere insieme vita, lavoro e maternità – dice Beconcini – anzi, spero di lasciare timone a una donna in futuro». Anche se, la carenza di educatori maschili si fa sentire: «Quelle poche volte che abbiamo avuto uomini anche inesperti, abbiamo visto una reazione diversa nei bambini, sono attratti da loro, riscuotono molto successo. Le figure maschili sono molto ricercate. I bambini impazziscono per loro.

Nell'educazione si pensa sempre sia donna ma in realtà non è così, è un retaggio vecchio».

V.C.

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di Redazione web