Il dolore
Nel circondario c’è bisogno di case ma l’offerta è ancora insufficiente
A fronte di 790 domande di alloggi popolari ammesse nel 2020, ne sono stati consegnati solo 10
Marco Pagli
empoli. La carenza di alloggi popolari si fa sentire anche nell’Empolese Valdelsa. Il numero di domande avanzate dalle famiglie del circondario, infatti, continua a crescere. Ma l’offerta, che pure aumenta, riesce ad assorbire solo in minima parte questa crescita. Nel 2020, ultimo anno per il quale sono disponibili dati definitivi, le richieste negli undici comuni sono state 930, di cui 790 ammesse. Tuttavia, le nuove assegnazioni nell’anno sono state appena dieci. Mentre per il 2021 sono stati realizzati altri 29 alloggi in più.
La situazione dell’edilizia residenziale pubblica nel territorio emerge dal report realizzato dall’Osservatorio sociale regionale “Abitare in Toscana 2021”, che prende appunto in esame i dati relativi all’anno precedente. Una situazione che non può non tenere conto del generale peggioramento delle condizioni economiche e sociali, anche in funzione della crisi causata dall’emergenza pandemica.
A livello regionale l’assegnazione di alloggi, a fronte delle nuove domande ammesse, è in calo. Come riporta la stessa relazione dell’osservatorio toscano, «gli alloggi assegnati nel 2020 sono 799, 336 in meno rispetto all’annualità 2019. Il Lode (Livello ottimale di esercizio, cioè un organismo attraverso il quale sono svolte in forma associata importanti funzioni e competenze nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, nda) di Firenze è quello con più alloggi assegnati, segue il Lode di Pisa, mentre Empoli e Prato sono quelli con il numero più basso di nuove assegnazioni».
Tuttavia, il circondario è uno dei territori dove negli ultimi ani si è fatto di più per dotare il patrimonio pubblico di nuove abitazioni. Basti pensare che dopo il territorio pratese, l’Empolese Valdelsa è l’area dove ci sono più case popolari costruite dopo il 2000: il 14,4% del totale. Inoltre, in Toscana è quella in cui in percentuale è aumentato di più il numero di alloggi rispetto all’anno precedente: +1,9%, a fronte di una media regionale di -0,1%. In termini assoluti si tratta di 1.580 alloggi presenti (nel 2019 erano 1.551). E il numero sarà in crescita anche nel 2021.
Nella maggior parte dei casi si tratta di abitazioni accatastate in classe economica (62%), il 29% in classe civile, mentre solo l’8,3% in classe popolare e lo 0,2% in classe ultrapopolare.
Le condizioni del patrimonio residenziale pubblico, dunque, sono buone. Così come buone sono le indicazioni che arrivano dallo stato di occupazione. Sui 1.580 alloggi presenti, infatti, 1.408 sono locate regolarmente, mentre solo 5 sono occupate senza titolo e non esiste nessuna occupazione abusiva. Un dato meno incoraggiante, figlio anche degli investimenti non sufficienti negli ultimi anni, riguarda il numero di alloggi sfitti al 2020: nel circondario sono 154, cioè quasi il 10% del totale. Un indice superiore alla media registrata a livello regionale, che si ferma al 7,3%.
Di questi, comunque, 6 erano in corso di verifica, 11 con manutenzione in corso, 49 con manutenzione già finanziata ma non ancora iniziata e 30 con manutenzione ancora da finanziare.
Infine, 58 erano disponibili, pronti per essere riassegnati. Rispetto agli alloggi regolarmente occupati (cioè 1.413 nel 2020) il 60% sono affidati a canone protetto, mentre poco meno di un terzo sono a canone sociale. Nessun alloggio è affittato a canone minimo, mentre solo 29 al canone massimo. A questi nell’Empolese Valdelsa si aggiungono altri 36 posti disponibili all’interno di strutture del terzo settore convenzionate con i comuni, una situazione rara in Toscana dove ce ne sono in tutto 102.
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