Sicurezza
Ponte sull’Elsa: controlli ai tir e i camionisti protestano
CERTALDO. Continua a tenere banco l’ordinanza sul ponte dell’Elsa che vieta il transito ai mezzi larghi più di 2 metri e 30 centimetri. La polizia municipale dell’Empolese Valdelsa ha cominciato ad effettuare controlli, dopo l’entrata in vigore di questo provvedimento lo scorso 21 novembre. Una ordinanza che scontenta decisamente gli autotrasportatori locali e chi per lavoro, provenendo da lontano, è costretto ad allungare notevolmente il percorso. Se da un lato, con l’apertura della variante della 429 tutto il traffico pesante è stato deviato su quell’arteria proprio per alleggerire gli stessi centri urbani, dall’altro lato, comunque, si registrano quotidianamente transito di mezzi che ad oggi, anche con il recente provvedimento, non possono più passare.
Dal canto loro, gli autotrasportatori locali non hanno preso una posizione ufficiale e chiara ma il malumore che c’è fra di essi è noto, in quanto a loro giudizio, non vi è stato alcun tavolo di confronto prima di arrivare a questa ordinanza. Un provvedimento quindi che va a risolvere il problema del transito sul ponte dell’Elsa secondo la Città Metropolitana di Firenze e i comuni coinvolti, come Certaldo, Gambassi Terme e San Gimignano, con questi ultimi due interessati pienamente da questo provvediment perché condividono con il paese di Boccaccio una importante zona industriale. Qualche autotrasportatore non si nasconde dietro a un dito. Uno di loro commenta: «Sono arrivato più di una volta dalla zona industriale di Badia a Cerreto, fra distrazione e fretta ho ignorato il divieto. La fretta per andare a scaricare o caricare in una delle aziende di Certaldo. Noi usiamo quel ponte non come passerella per i nostri mezzi pesanti ma come collegamento tra le aziende locali». Le alternative non sono ritenute sicure: «Le gallerie spesso sono al buio e i relativi ponti hanno dislivelli enormi, senza dimenticare i giunti stradali. Ci chiediamo poi se, una volta fatti i lavori, il divieto per i mezzi larghi più di 2 metri e 30 centimetri resterà. Se così dovesse restare, era solo allora una semplice scusa per mettere in difficoltà gli autotrasportatori e creare disagi al trasporto locale».
Una ipotesi collaborativa arriva da un tavolo con le istituzioni per dare autorizzazioni particolari oppure inserire una integrazione all’ordinanza, in merito alla possibilità di transito per carico e scarico merci. Quindi una importante economia che gravita attorno allo stesso ponte dell’Elsa, il quale, proprio lo scorso luglio, ha giocato un ruolo decisivo dopo la chiusura della variante della 429, a seguito della rottura di un giunto stradale che ha tenuto chiuso questo pezzo di strada per oltre 10 lunghissimi giorni.
Manutenzioni ordinarie e un programma informatico per studiare questo ponte sono gli ultimi aggiornamenti che arrivano da parte delle istituzioni, con la Città Metropolitana di Firenze che ha istituito un ufficio preposto per analizzare strutture viarie, come queste. Adesso quindi c’è attesa per avere sul tavolo questa relazione.
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