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criticità sulla empoli-siena  

Dal ghiaccio ai guasti: treni inaffidabili Pendolari esausti e senza i rimborsi

Viola Centi
Dal ghiaccio ai guasti: treni inaffidabili Pendolari esausti e senza i rimborsi

Solo per due mesi hanno avuto l’ indennizzo di una piccola parte dell’abbonamento: «Così non possiamo continuare»

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Viola Centi

EMPOLI. Ritardi continui, affollamento sui vagoni, stazioni che fanno - letteralmente - acqua da tutte la parti, e informazioni col contagocce. E oltre al danno, la beffa di non veder mai maturare il bonus regionale. Quello che i pendolari utenti delle linee ferroviarie verso Siena e Pisa-Livorno si trovano ad affrontare ogni giorno è un percorso a ostacoli. Verrebbe da dire “Benvenuti agli Hunger Games”, dove vince chi riesce a arrivare in orario a lavoro o a scuola. Come racconta Veronica Palmieri: «Prendo il treno da Empoli verso Firenze alle 7.41, o almeno dovrei, perché tra cinghiali, ghiaccio, guasti agli impianti di circolazione, scioperi e purtroppo anche suicidi, un giorno si e uno no siamo in ritardo». Per Palmieri anche la stazione di Empoli avrebbe bisogno di un po’ di manutenzione aggiuntiva: «I sottopassi grondano acqua e non hanno un vero e proprio soffitto, e l’unica volta che ho preso l’ascensore perché ero con la valigia, ci sono rimasta chiusa dentro. Inoltre, fuori alle rastrelliere mi hanno rubato la bici».

Un’odissea che per i pendolari diventa sfiancante, tanto che molti hanno deciso di abbandonare il treno per la macchina, al contrario di quel che imporrebbe la transizione ecologica sbandierata un po' ovunque. Come Benedetta Panchetti, che invece il treno lo prenderebbe (o almeno, lo vorrebbe prendere) a San Romano verso il capoluogo di Regione, ma che ha scelto di utilizzare la propria auto per non arrivare continuamente in ritardo a lavoro. «A volte resto anche a dormire a Firenze, perché non mi posso permettere di ritardare sempre, ho preferito per esempio nelle ultime settimane utilizzare la superstrada. Ma ci sono stati dei peggioramenti sulla linea, oltre al fatto che non abbiamo più saputo niente del raddoppio della linea Empoli-Siena, sconsiglio assolutamente di prendere il treno a chi mi dice che deve andare a lavora rea Siena, perché non arriverebbero mai in orario. C’è il passaggio a livello di Granaiolo che è un punto critico, come tutti i passaggi a livello in realtà, se un automobilista attraversa con la sbarra alzata si sta fermi tantissimo tempo». Poi ci sono gli investimenti di cinghiali che rallentano i convogli, ma anche i pericolosissimi attraversamenti di persone che “passeggiano” lungo la linea ferroviaria, che obbligano i macchinisti a procedere molto lentamente per non rischiare di investirli. Persone che – a quanto pare – in alcuni casi potrebbero essere ragazzini dediti a sfide con i treni.

Ma nonostante tutti questi intoppi e ritardi, il bonus regionale previsto per i titolari di abbonamenti ferroviari mensili e annuali in Toscana, gli abbonati Pegaso e i titolari di abbonamento sovraregionale con origine o destinazione in Toscana, non scatta quasi mai, men che meno sulla linea Empoli-Siena: solo due volte nel 2021, a luglio e agosto, l’indice è sceso sotto la soglia. A luglio si è attestato sul 96,94% mentre a agosto al 97,17%. Perché il bonus si ottiene solo quando l’indice di affidabilità della linea, calcolato in positivo, è inferiore a 96,4% oppure quanto l’indice di climatizzazione scende sotto l’85%.

E non viene rimborsato l’intero importo dell’abbonamento: per i mensili Trenitalia, il 20% del valore complessivo, per gli annuali il 10% di 1/12 dell’abbonamento, per i mensili Pegaso il 15% del valore della sola tariffa extraurbana, come per gli annuali Pegaso il 7,5% del valore di 1/12, sempre della sola tariffa extraurbana.

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