Proteste
L’ex Albor si trasforma in case: comprato il capannone
Giacomo Bertelli
GAMBASSI. Lo storico stabilimento della Albor di Badia a Cerreto è stato acquistato all’asta da un gruppo di imprenditori locali.
L’azienda di cornici che per anni ha trovato sede lungo la salita dei Capperi, nel viale della Repubblica, stando alle carte dell’amministrazione comunale di Gambassi Terme, potrà ospitare in futuro una area residenziale e una zona verde.
È stata raggiunta così una importante svolta per un immobile che, dopo la chiusura di quello stabilimento, versava in stato di abbandono. Al terzo tentativo è stata presentata una offerta, in linea con quanto richiesto. Si tratta di una cordata di imprenditori locali i quali hanno concluso questo acquisto nelle scorse settimane. Così, se da un lato l’azienda Albor va avanti grazie al lavoro della famiglia Cioni nel capannone di Fogneto in via Mazzini, l’immobile, dove venne avviato un pezzo di storia economica di questo territorio, adesso attende un futuro. Un futuro che potrebbe essere già scritto. Il prezzo di questo immobile è gradualmente sceso nel tempo, toccando una punta di 820mila euro, salvo poi, dopo vari tentativi, scendere intorno ai 420mila euro. Si tratta di 9400 metri quadrati per quanto riguarda gli edifici e 7100 metri quadrati per gli esterni. Il regolamento urbanistico del Comune di Gambassi Terme prevede che, gran parte dell’area su cui si trova il complesso immobiliare, assieme ad un altro appezzamento di terreno di proprietà di terzi, rientri in un’area di trasformazione residenziale, commerciale, con parcheggi pubblici e area verde. Quest’ultima da realizzare e cedere successivamente all’amministrazione comunale. Si prevede di destinare più di 5mila metri quadrati per la parte residenziale, 1.160 per sfera commerciale, 1.025 per la sosta e 9.400 invece come polmone verde. Sembrano passati tanti anni ma nel 2018, il 28 febbraio, sventolavano per l’ultima volta davanti a questi cancelli le bandiere dei lavoratori e dei sindacati che protestavano per il concordato richiesto dalla storica proprietà e che interessava 36 lavoratori. Si cercarono soluzioni alternative alla chiusura, sondando il terreno con nuovi imprenditori e garantire così l’attività produttiva. La vicenda si risolse poi positivamente con l’impegno di Luca Cioni, imprenditore certaldese, autore in questi anni di investimenti che hanno permesso di dare continuità aziendale alla stessa Albor, nata nel 1963. Cioni acquisì marchio, macchinari e dipendenti, dando di fatto vita al polo industriale di cornici più grande di tutta la Toscana. Un imprenditore presente in tre comuni e due province, Firenze e Siena, con un’attività tutta dedicata alle cornici. Così adesso, lungo questa strada arriveranno le ruspe per demolire un pezzo di storia, un simbolo di una epoca che non c’è più.
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