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«Quell’antenna è pericolosa» Biologa contro l’installazione

M.P.
«Quell’antenna è pericolosa» Biologa contro l’installazione

La studiosa Elenia Castellari spiega le ragioni dei 170 che abitano vicino al cimitero e che si oppongono alla realizzazione di una nuova postazione di telefonia  

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VINCI. Quell’antenna non s’ha da fare. A sostenere le ragioni dei quasi 170 residenti di Sovigliana che hanno già firmato un petizione contro l’installazione di una nuova antenna radio base in via Alfieri c’è anche una esperta del settore. Si tratta della dottoressa Elenia Castellari, biologa e studiosa di onde elettromagnetiche, nonché titolare del Laboratorio Empolese di Analisi. Pochi giorni fa tre portavoce - Annalisa Borchi, Manuela Benvenuti e Max Ciambotti - hanno incontrato il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, presentando le firme raccolte e chiedendo che l’amministrazione non concedesse l’autorizzazione al gestore telefonico Iliad per la realizzazione dell’impianto nell’area individuata. I cittadini sono sostenuti anche dalla biologa empolese, che sostiene la pericolosità che l’antenna potrebbe avere sulla salute pubblica. «Mi rivolgo al Comune affinché non permetta l’istallazione dell’antenna – spiega Castellari – in un centro abitato, nelle cui vicinanze sono presenti anche scuole di ogni ordine e grado ed esiste già un altro dispositivo simile all’interno del cimitero, che è stato recentemente potenziato. Questa richiesta va al di là dei monitoraggi previsti, dei progetti effettuati, al di là dei controlli sulle emissioni da parte di Arpat, al di là dei limiti imposti per legge che allo stato attuale non sappiamo nemmeno se siano adeguati». A spingere la studiosa a sostenere la contrarietà a questa opera ci sono diversi studi in materia. «Le onde elettromagnetiche possono causare effetti biologici sulle cellule del corpo umano – va avanti Castellari – andando ad alterare l’equilibrio e la proliferazione delle cellule stesse, con la possibilità di alterazione dei nostri organi e di degenerazione cellulare, che è alla base dei tumori. Quando un organismo biologico è esposto ad un campo elettrico, magnetico o elettromagnetico si determina un’interazione tra le forze dei campi, le cariche e le correnti elettriche presenti nei tessuti dell’organismo». La dottoressa fa una distinzione tra gli effetti biologici a breve termine e che causano una reazione acuta e quelli a lungo termine, che risultano addirittura più pericolosi e possono portare all’insorgenza di gravi malattie. Tra questi effetti ci sono l’induzione di campi elettrici all’interno dell’organismo, insorgenza di magnetofosfeni, riduzione del ritmo cardiaco, soppressione di secrezione di melatonina e effetti sull’attività del sistema nervoso centrale. «In questo caso il rischio è di effetti a lungo termine - afferma - non esiste un valore minimo al di sotto del quale l’effetto non si manifesti. Tanto che esistono studi sull’insorgenza di cancro a seguito di esposizione ai campi elettromagnetici in base ai quali si valuta l’esistenza di effetti e patologie riconducibili ad esposizioni prolungate a campi di intensità inferiore o molto inferiore ai limiti di legge. Un gruppo di lavoro dello statunitense National Institute of Environmental Health Sciences ha concluso che i campi elettromagnetici devono essere considerati come un “possibile cancerogeno per l’uomo”».

M.P.

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