Sicurezza
Addio a Walfredo Siemoni conosceva i segreti di Empoli
Appassionato storico dell’arte aveva scandagliato a lungo i “tesori” della città Autore di molti libri, ultimamente stava lavorando alla riedizione dei suoi studi
Marco Pagli
EMPOLI. Se n’è andato un pezzo della cultura di Empoli. Walfredo Siemoni, storico dell’arte e ispettore onorario della Soprintendeza di Firenze, si è spento all’ospedale San Giuseppe a causa di una breve quanto grave malattia che se lo è portato via all’età di 64 anni. Arrivato in città negli anni dell’infanzia, aveva fatto di Empoli la sua casa contribuendo a far conoscere e diffondere il suo patrimonio storico e artistico.
La notizia della sua scomparsa ha lasciato nello sconforto un’intera comunità che si è stretta attorno alla famiglia. Una comunità che da tempo aveva imparato ad apprezzare il suo lavoro. Walfredo Siemoni era nato a Portoferraio il 20 febbraio 1957 da una famiglia di origini casentinesi, ma ben presto si era trasferito a Empoli per seguire il padre, assunto come ragioniere capo del Comune. Qui aveva intrapreso un lungo percorso di studi che lo aveva portato a laurearsi in Storia dell’Arte all’Università di Firenze e poi a diventare docente. Aveva collaborato con molte riviste empolesi e toscane: dal “Bullettino Storico Empolese” a “Kos”, da “Antichità Viva” a “Paragone” e “Miscellanea storica della Valdelsa”.
E ancora più ricco è il suo patrimonio di scritti. Da tutti era considerato il pioniere degli studi sull’arte di Empoli. Proprio nel 2019, in occasione della ricorrenza dei 900 anni dall’incastellamento della città, aveva riportato in una partecipatissima iniziativa le sue scoperte sulla Collegiata di Sant’Andrea. Ma altrettanto celebri e amatI dai suoi concittadini sono i testi sulla storia del convento di Santo Stefano degli Agostiniani e di quello di Santa Maria a Ripa. Oltre alle pubblicazioni e agli approfondimenti sulle arti figurative e sul patrimonio artistico locale. A contraddistinguerlo un’intelligenza florida e la capacità innata del divulgatore, che lo avevano reso un punto di riferimento per il mondo della cultura cittadino.
«Voglio ringraziare il professor Walfredo Siemoni - dichiara la sindaca Brenda Barnini – per l’amore per la città di Empoli e per tutte le sue ricchezze artistiche e storico-culturali che lui ha saputo valorizzare prima di tutto grazie allo studio e all’approfondimento e poi, ancora di più, grazie alla sua opera divulgativa che ha permesso una fruizione collettiva dei nostri beni più preziosi». Un sentimento condiviso anche da Cristina Gelli, direttrice dei Musei di Empoli. «Personalmente perdo un amico – dice – sentito l’ultima volta a fine estate quando, con il solito entusiasmo, mi ha parlato della sua ultima fatica: la riedizione di tutti i suoi studi, palestra per ognuno di noi, che stava rivedendo e arricchendo di novità emerse nella ricerca d’archivio. Mi mancherà il suo spirito, la sua vena polemica, la sua passione per la nostra città».
Walfredo Siemoni lascia la moglie Viorica e i figli Giulio e Sofia. Il funerale si terrà questo pomeriggio alle 15 in Collegiata.
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