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Sul treno pigiati come sardine. Ecco i viaggi dei pendolari sulla Empoli-Siena

Viola Centi
Sul treno pigiati come sardine. Ecco i viaggi dei pendolari sulla Empoli-Siena

Proteste sulla linea dove sono stati registrati consistenti ritardi: «Mancano pure i controlli alle persone che salgono senza la mascherina» 

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EMPOLI. Pendolari sul piede di guerra per consistenti ritardi e mancati controlli anticovid sui vagoni.

Da qualche giorno - soprattutto dopo che le temperature hanno iniziato a scendere - sulle principali linee ferroviarie locali si stanno verificando ritardi anche di un’ora sui viaggi tra Empoli e Firenze, e la tratta ancora non elettrificata che porta da Empoli a Siena.

Pendolari inviperiti anche per la mancanza di controlli sulle mascherine e la capienza dei convogli: molte le testimonianze, anche con foto, di vagoni con persone stipate e che effettuano il tragitti in piedi.

«La situazione è drammatica, ai ritardi e all’affollamento dei treni si aggiunge la maleducazione delle persone che si ostinano a non tenere la mascherina – spiega un pendolare che fa parte anche del comitato valdelsano che riunisce centinaia di utenti – Credo che sia assolutamente necessario un serio intervento sul trasporto su questa linea e un maggiore controllo».

Ma da tempo ormai l’affollamento sui treni regionali è diventato un tema ricorrente.

Già quando a ottobre fu inserita la necessità della certificazione vaccinale o di guarigione dal Covid sui treni a lunga percorrenza, gli utenti dei regionali si inalberarono, e in molti si chiesero se il virus facesse differenza tra un treno locale e uno interregionale. Sembra una battuta, ma anche ieri «Stipati come sardine e zero distanziamento», così veniva descritta la situazione su un vagone della tratta.

Un caso è stato ieri il regionale Empoli-Siena, un modello Aln (ovvero un diesel in quanto la linea verso Siena non è elettrificata) con 104 posti a sedere che però già a Certaldo – secondo le testimonianze dei pendolari – era stracolmo.

Lo stesso treno, dopo le proteste, poi è stato affiancato da un bus proprio da Certaldo a Siena con fermata a Poggibonsi, e in giornata la situazione non è molto migliorata, con un altro treno cancellato a metà tratta per problemi tecnici e sostituito con un autobus.

Ma la discussione sul distanziamento - evidentemente saltato - e i controlli - molto scarsi - anticontagio erano già all’ordine del giorno, per la chiusura di interi vagoni riservati al personale delle ferrovie.

Così come quella sui rimborsi, anzi, i bonus, che vengono riconosciuti solo in base a una percentuale di ritardo accumulata in un mese intero e che viene raggiunta difficilmente.

Eppure anche nei giorni scorsi i ritardi sono stati molteplici, soprattutto per il ghiaccio, problema annoso per le ferrovie toscane. A farne le spese, in tutti i sensi, i pendolari, tra chi perde ore di lavoro che poi si ripercuotono sugli stipendi e chi propone lo sciopero dell’abbonamento.

I pendolari della tratta Empoli-Siena richiedono a gran voce l’intervento dell’assessore regionale Stefano Baccelli, mentre attendono di affrontare l’odissea di domani, con lo sciopero nazionale dei trasporti che è stato proclamato dalle 9 alle 17.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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