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Sui bonus casa la scure burocrazia: crediti congelati per la legge antifrodi
L’allarme della Cna per quattromila aziende della zona Il presidente Bianchi: «Intento buono, pessima attuazione»
EMPOLI. L’intento , come dicono gli artigiani, sarebbe stato buono. L’attuazione, invece, si è rilevata pessima. E nel mezzo ci sono finite le piccole imprese delle costruzioni, vittime di meccanismi burocratici complessi per smascherare chi, sempre nello stesso settore, non si comporta correttamente. A metà novembre è stata introdotta la legge antifrodi per cui per riscuotere le agevolazioni statali sui lavori, i cosiddetti bonus casa con diverse percentuali (al 50% o al 65%), bisogna seguire il modello di quello per il 110% che ha invece un procedimento abbastanza complesso. «Prima il meccanismo era abbastanza automatico – spiega Andrea Cinquini, geometra e componente della Cna costruzioni Firenze – e questo permetteva alle imprese edili, che avevano concesso ai committenti lo sconto in fattura , di riscuotere la parte rimanente tramite le banche. Tutto questo è stato possibile fino all’11 novembre. Dopo questa data, con la legge antifrodi, è necessario presentare il visto di conformità, rilasciato da commercialisti o da un Caf in cui si attesta che il committente può godere di queste agevolazioni e l’ asseverazione della congruità delle spese per ogni intervento, in base a tariffari regionali che però non sono aggiornati, risultando, ad oggi, del tutto fuori mercato perché nel frattempo ci sono stati consistenti rincari dei materiali».
Il problema è che i tariffari potranno essere aggiornati solo con il tempo, non in pochi giorni. Per cui le banche hanno congelato i crediti. E le imprese si trovano in grosse difficoltà perché hanno firmato contratti, hanno lavorato ma non possono riscuotere perché le banche sono in attesa di chiarimenti sul nuovo procedimento .
A tutto questo, spiega Cinquini,« si aggiunge che spesso i materiali non si trovano».
«Una tegola caduta sulla testa di tutte le imprese del comparto: quasi 4mila nell’Empolese Valdelsa, il 26% di tutte quelle della Città Metropolitana di Firenze – spiega il presidente della Cna Empolese Valdelsa Fabio Bianchi – il comparto era già in difficoltà, in calo numerico da oltre un decennio, con una forte accelerata dall’inizio pandemia (-5,21% di imprese e -6,58 per le sole artigiane dal 2020 al 2021 nella Città Metropolitana), che stava respirando una boccata d’ossigeno con il sistema dei bonus: non solo 110%, ma anche i bonus-casa tradizionali, il 50% sulle ristrutturazioni edilizie e l’ecobonus al 65% per esempio».
«Diciamo che era buono l’intento, pessima l’attuazione – va avanti Bianchi – con un aggravio di burocrazia ed effetti che stanno paralizzando i cantieri». «Si arriva così al paradosso che per sostituire una semplice caldaia o anche solo una finestra, il nuovo onere rischia di essere più costoso del beneficio fiscale stesso – prosegue Giuseppe Gennaro, presidente di Cna Costruzioni – Ma c’è di più perché non è ancora chiaro chi dovrà rilasciare l'asseverazione sulla congruità dei costi e quali contenuti dovrà avere, con la conseguenza che l’invio di tali comunicazioni all’Agenzia delle Entrate è fermo. Una follia, perché senza tale invio l’Agenzia delle Entrate non può dare il suo ok e gli sconti restano al palo, mentre gli istituti di credito diventano attendisti per quanto previsto dal decreto, non accollandosi più i crediti». «Cna è contraria alle frodi – conclude – ma combatterle con strumenti del genere, che vanno contro ad ogni sbandierata semplificazione è inaccettabile».
Lucia Aterini
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