Attenzione
Protesta di 70 assistenti sociali: «Siamo poche e senza auto»
EMPOLI. Il malcontento è forte e va avanti da tempo. Allora siamo arrivati allo stato di agitazione. «Siamo pochi e neppure senza gli automezzi per fare il nostro lavoro», questo in sostanza il senso della protesta di una settantina di lavoratori, soprattutto donne e soprattutto assistenti sociali dell’ Empolese Valdelsa e del Valdarno che lavorano per la Società della salute della zona.
Queste addette si occupano in particolare di servizi socio assistenziali e socio sanitari per persone non autosufficienti, persone indigenti, immigrati e minori.
Sono dipendenti per la maggior parte di Asl e Comuni (poi ci sono anche quelli con contratto da interinali e dipendenti delle cooperative).
Il problema più consistenti riguarda la parte Empolese Valdelsa dove le assistenti sociali sono sette pagate dai Comuni ma dovrebbero essere il doppio.Dell’Asl sono 31 e dei Comuni della Valdarno sono 14.
« Le lavoratrici e i lavoratori che operano nella Società della salute dell’Empolese Valdarno Valdelsa hanno dato pieno mandato alla Funzione pubblica Cgil di Firenze e Pisa per comunicare lo stato di agitazione, ed attivare le procedure cosiddette “di raffreddamento del conflitto” previste dalla legge – spiega Giovanni Iorio della Funzione pubblica Cgil – I dipendenti protestano per le gravi carenze di organico, per l’eccessivo turn over del personale, soprattutto di quello precario, per la mancanza di sedi adeguate ai loro incarichi, di postazioni e di strumenti di lavoro che non hanno, come gli automezzi per spostarsi, che rendono più faticoso e complicato garantire un servizio efficace alle fasce più deboli della popolazione». In sostanza le assistenti sociali sono costrette a prendere i mezzi pubblici per fare i loro interventi e perdere molto tempo in questi spostamenti.
Aggiunge Iorio: « Alcuni lamentano anche la mancata riscossione del salario accessorio e di non poter più accedere, da tempo, agli strumenti di progressione professionale previsti dal contratto».
Il sindacalista va avanti: «Da tempo ormai che i lavoratori della Società della salute Empolese Valdarno Valdelsa segnalano certe problematiche e sollecitano risposte adeguate. Ad ottobre è stata inviata una lettera a tutti i sindaci per sollecitare risposte sui temi sollevati chiedendo anche un confronto per manifestare direttamente il loro disagio e le difficoltà che devono affrontare quotidianamente .Ad oggi non è pervenuta alcuna risposta, e quindi - anche in relazione a questo atteggiamento della parte pubblica di assoluta indifferenza - è stata unanime la scelta di proclamare lo stato di agitazione, in vista poi di ulteriori eventuali manifestazioni di protesta che verranno decise a seguito del tentativo di conciliazione davanti al Prefetto di Firenze».
L.A.
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