Gioco
Entro la fine dell’anno il confronto decisivo sul futuro delle Terme
Incontro interlocutorio tra Comune, sindacati e proprietà Fino al 31 dicembre dipendenti in cassa integrazione Covid
Terme e licenziamenti, se ne riparlerà entro la fine dell'anno. È questo, sostanzialmente, l'esito dell'incontro per parlare del futuro delle terme di Gambassi fra sindacati, proprietà ed amministrazione comunale.
Se da una parte la volontà della proprietà è quella di procedere con i licenziamenti dei dipendenti, il sindacato chiede non solo un piano di ristrutturazione dell'immobile ma anche un progetto imprenditoriale per poter fare delle terme una struttura attrattiva e ben conosciuta sul territorio. Fino al 31 dicembre proseguirà la cassa integrazione Covid e dei quattro dipendenti. Uno di loro andrà a scadenza naturale alla fine del 2021. Poi il futuro degli altri tre dipendenti sarà tutto da scrivere, con il sindacato che è già riuscito a salvare un posto di lavoro, considerato il fatto che la proprietà aveva ipotizzato di poter gestire le terme con un personale ancora più ridotto dell'attuale.
Fra le certezze vi è il fatto che a gennaio le terme di Gambassi chiuderanno per tre mesi. Potranno così iniziare i lavori di ristrutturazione tanto attesi che permetteranno di dare una nuova sterzata, in termini di servizi e appetibilità dei locali, allo stesso immobile.
Poi occorrerà capire il futuro delle terme di Gambassi, come spiegato dal responsabile Filcams Cgil, Mariano Di Gioia. «Questa vicenda sarà seguita costantemente, con tutte le opportune verifiche. Entro la fine dell'anno ci ritroveremo e cercheremo di capire come procedere nel 2022, portando avanti in questi mesi finali dell’anno la cassa integrazione Covid. Dobbiamo pensare a coinvolgere maggiormente le potenzialità della via Francigena e i turisti di passaggio nell'Empolese Valdelsa».
Poi si aprirà un'altra partita, altrettanto importante, come quella dei dipendenti. «Siamo riusciti con una importante opera di mediazione a salvaguardare un altro posto di lavoro, perché la proprietà aveva manifestato la volontà di licenziare tutti, potendo poi usufruire di personale già in essere allo stesso soggetto gestore. Un risultato è stato ottenuto ma la proprietà resta ferma sulla sua idea per quanto riguarda la forza lavoro necessaria per gestire le terme».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
